Che rapporto abbiamo con le nostre emozioni?
Cosa contribuisce a farci avere reazioni emotive diverse dagli altri?
Ognuno di noi vive, percepisce e utilizza le proprie emozioni in modo molto differente dalle altre persone: possediamo modalità uniche e personali di esprimere e gestire la nostra sfera emotiva.
Ad esempio, c'è chi alla minima "perturbazione" ha uno scoppio di rabbia incontrollato verso di sé o verso gli altri, e c'è chi invece rimane mite e calmo anche davanti a perturbazioni esterne ben più forti. Esistono persone che vivono i momenti di ansia in modo catastrofico, percependoli come intollerabili ed eterni, mentre altri utilizzano il medesimo livello di attivazione ansiosa per dare il meglio di sé nell'azione che stanno compiendo.
Riflettendo un attimo, possiamo accorgerci di come non siano tanto gli stimoli esterni a rendere più o meno intensa l'emozione percepita, quanto la nostra reazione personale di fronte a quello stimolo.
E allora...cosa contribuisce a farci avere reazioni emotive diverse dagli altri?
Uno degli aspetti alla base di questa differenza interpersonale è l'insieme delle convinzioni che possediamo in merito alla legittimità delle emozioni: ovvero le credenze che abbiamo riguardo alla possibilità di esprimere o meno gli stati emotivi, soprattutto quando essi sono per noi faticosi e difficili.
Alcune persone credono infatti sia giusto e legittimo accettare e accogliere ogni emozione, bella o brutta che sia, mentre altri credono sia meglio sopprimerle, evitarle o sedarle in quanto simbolo di debolezza, fragilità o vulnerabilità.
Le credenze che abbiamo sulle emozioni e le strategie personali che mettiamo in atto per gestirle determinano quindi l'intensità e la durata dell'emozione che stiamo vivendo, al di là dell'intensità più o meno alta dello stimolo che sta elicitando quell'emozione.
Avere credenze catastrofiche sull'ansia, ad esempio, determinerà un aumento di questa emozione fino a percepirla come incontrollabile e immobilizzante.
Al contrario, credere che sia normale provare ansia, consentirà alla persona di non essere sopraffatta da ciò che sente ma anzi di servirsene per perseguire i suoi scopi, senza incorrere in attacchi di panico o altre reazioni disturbanti.
Nello schema sottostante si possono osservare le diverse strade che possiamo prendere nella gestione delle emozioni difficili, in relazione a quale convinzione abbiamo alla base.
1) Se crediamo sia "normale provare le emozioni" è probabile che accetteremo ciò che stiamo sentendo, per quanto doloroso possa essere per noi, per poi esprimerlo a noi stessi e magari anche alle persone a noi vicine, senza sensi di colpa o vergogna.
In questo modo staremo validando la nostra esperienza emotiva, dando ad essa uno spazio entro cui esistere, e apprenderemo nuove informazioni preziose sul nostro funzionamento.
2) Se invece uno sconvolgimento emotivo ci fa scattare nella mente delle "interpretazioni negative" (come pensare che quell'emozione sia priva di senso; eterna; incontrollabile; imbarazzante; incomunicabile; compromettente; travolgente), saremo portati ad evitare ciò che sentiamo, tentando di sopprimerlo, ignorarlo o eliminarlo.
Ma tali tentativi in realtà saranno inefficaci, in quanto il corpo troverà comunque il modo di "sfogare" quello stato emotivo attraverso strade più dannose, come la dissociazione, le abbuffate di cibo, gli abusi alcolici, le droghe, e stati di ottundimento.
Per comprendere meglio quali siano le nostre convinzioni sulle emozioni, possiamo chiederci come reagiamo di fronte a un'altra persona che sta provando una particolare emozione difficile, come ad esempio un amico che piange di tristezza davanti a noi.
Come ci fa sentire questo?
Corriamo subito a dargli un fazzoletto per impedire ad altre lacrime di uscire?
Tolleriamo lo stato d'animo dell'amico lasciandogli il tempo necessario per far fluire la tristezza, certi che anche questa passerà senza compromettere nessuno?
LE STRATEGIE CHE UTILIZZIAMO PER CAPIRE E REAGIRE ALLE EMOZIONI ALTRUI SONO LE STESSE CHE ABBIAMO NEI CONFRONTI DELLE NOSTRE STESSE EMOZIONI.
In conclusione, si può dire che esprimere e validare le emozioni permette una loro comprensione, aumenta la possibilità di tollerarle, e limita sentimenti di colpa o di vergogna che possono subentrare nel provarle.
Bibliografia:
Terapia degli schemi emozionali in "La regolazione delle emozioni in psicoterapia", Leahy R.L, Tirch D & Napolitano L.A.
L'aspetto delle cose varia a seconda delle emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.
Kahlil Gibran
Alcune riflessioni su questo tempo difficile che stiamo attraversando, pubblicato su l’Eco di Bergamo il giorno 21 Aprile 2020.
Tanti disturbi psicologici di noi esseri umani sono "disturbi della fiducia".
Abbiamo imparato a non fidarci...di noi stessi, delle persone che ci hanno messo al mondo, di nostro marito o nostra moglie, dei medici, del mondo, della vita.
Ma soltanto ritrovando la possibilità di fidarci potremmo davvero vivere una vita piena, ricca, bella e gioiosa!
Di cosa hanno bisogno i nostri bambini? 🐻
Che cosa possiamo donare loro di veramente prezioso? 💫
Un pizzico della nostra curiosità, quella vera, quella autentica.
La curiosità verso il loro "mondo", fatto di storie, emozioni, sogni, delusioni, voglia di essere loro stessi.
Quand'è l'ultima volta che hai riso insieme a qualcuno? Lo fai spesso?
Ridere insieme ad un'altra persona è uno dei modi più evoluti e sorprendenti che abbiamo per stare in relazione. 😀
🍁 Le foglie d'autunno sono le protagoniste del LASCIAR ANDARE. 🍁
Si lasciano cadere dall'albero, affidandosi a qualcosa di più grande, la gravità.
Non sbuffano, non combattono, non si attaccano al ramo con tutte le loro forze. Semplicemente lasciano essere, lasciano che accada ciò che deve accadere.
Si ARRENDONO alla natura, alla vita.
Non da deboli, ma da coraggiose. Anche se non sanno cosa troveranno per terra nel loro cadere, si adagiano con eleganza e fiducia.
Quando riusciamo a comunicare bene, possiamo godere di una buona relazione. Quando inciampiamo in errori di comunicazione, allora ecco che facciamo pasticci e ci allontaniamo.
Potremmo considerare la nostra capacità di COMUNICARE un elemento indispensabile per creare BUONE RELAZIONI con gli altri.🌲
Ma quali sono gli ingredienti essenziali per riuscire ad avere una comunicazione funzionale?
È più facile andare al cinema, perdersi in un romanzo, o spettegolare di qualcuno. Lo so.
Quando si tratta della storia di qualcun'altro - un amico, il vicino di casa, il protagonista di un film o di un libro - non ci tiriamo indietro, anzi, ci lasciamo appassionare da tutti i dettagli della loro storia.
Molto più faticoso è invece guardare il nostro racconto, le pagine che compongono il libro della nostra vita. Certi capitoli addirittura meglio non aprirli neanche. Vero? 📖
Come è cominciato il tuo lunedì?
Ti sei dato nuovi propositi per la settimana? 📝
(Comincio la dieta - Non mangio più le unghie - Andrò in palestra tutti i giorni)
Se così fosse, prova a fare un grande respiro dentro di te. 🌫 Lascia andare con l'espirazione la sensazione che qualcosa "non vada bene" e che tu sia da "aggiustare". Non è così.
Spesso la mente crea liste di cose da modificare di noi stessi, quando percepisce l'inizio di qualcosa di nuovo.
L'inizio della settimana, l'inizio dell'estate, l'inizio del nuovo anno, l'inizio di un nuovo lavoro...
Il mandato evolutivo dell'essere umano è "costruire relazioni"...e come e in che modo farlo lo impariamo nelle primissime relazioni con i nostri genitori.
Sii curioso verso la tua storia di vita.
Sii delicato e attento con la vita che a tua volta crescerai tra le tue braccia.
«Leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore» 💕
Teniamo a mente questa frase di Italo Calvino oggi...e proviamo a coltivare l'intenzione di ALLEGGERIRE qualche pezzetto di noi stessi.
Quante volte ci capita di litigare tra noi esseri umani.
Spesso attraverso gli scontri ci avviciniamo di più all'altra persona, riuscendo a sfruttare queste occasioni per conoscerci ancora meglio e rendere più solida la relazione.
Ma altre volte l'accumularsi di discussioni porta inevitabilmente a fratture senza via di ritorno. Tra amici, partner, colleghi, fratelli, sorelle. ⛔
Quando questo succede si crea molta sofferenza. Più ci si era avvicinati, più ci si scotta nel separarsi.
« Farsi scivolare giù, dalla forza di gravità.
Come da bambini su quello scivolo nel parco vicino a casa. L'aria nei capelli, il corpo leggero, il cuore che sussulta. » 🍃
Ritroviamo dentro di noi quella sensazione...ogni volta che da grandi vogliamo "controllare" un po' troppo il flusso della nostra vita.
Le Emozioni. 🌞🌛
Misteriose presenze che orientano le nostre scelte, attivano i nostri corpi, ci fanno muovere nel mondo.
Ma quanto siamo davvero in contatto con loro?
Le conosciamo per nome?
Come ogni inverno in molte case viene a far visita la tanto temuta influenza. 🤒
(Qui la stiamo combattendo, io e mio figlio, da un paio di giorni)
È un ospite indesiderato, che cerchiamo tutti di tenere lontano.
Ma a volte arriva comunque, e dobbiamo farci i conti!
Notavo in questi giorni come l'influenza porti con sé anche tutta una serie di "omaggi" ai corpi che la ospitano (oltre ai malanni dolorosi da combattere). 🎁
Quando è stata l'ultima volta che hai detto "ti voglio bene" a qualcuno? 🌷
Sei una persona che dice spesso queste 3 parole, o sei tra chi fa molta fatica a pronunciarle?
Ogni momento può essere un'opportunità per rivolgerle a chi sentiamo importante per noi, un amico, un familiare, un maestro, un collega.
Quand'è l'ultima volta che ti sei concesso di non far niente? ☁
Intendo non fare davvero nulla.
Niente di programmato a priori.
I giorni di festa possono essere una buona occasione per esplorare questa possibilità!
Molti di noi hanno vite piene di attività da fare, una in successione all'altra. Mentre ne svolgi una, stai già pensando a quella dopo.
Dopo tanti anni insieme, un giorno ci si guarda negli occhi...e può succedere di non riconoscersi più. ⛔
Dove è finito quell'uomo che avevo sposato❔
Dove è finita quella donna che avevo scelto❔
Ci si sente delusi, tristi, amareggiati o arrabbiati.
Ogni giorno, senza saperlo, diamo una punta di colore al nostro quadro!
Scegliamo il pennello giusto, la tonalità più indicata, e disegniamo un pezzo della nostra vita. 🎨
Sì, perché gli eventi ci succedono e basta...ma siamo sempre e solo noi a scegliere come dipingerli sulla nostra tela.
Oggi, se vuoi, prova a notare se c'è qualcosa a cui ti stai aggrappando con tutte le tue forze.
E immagina come sarebbe poter mollare un po' quella presa.
Se intravedi più leggerezza e sollievo, prova a incamminarti su questa strada...
...un passo alla volta, con il tempo, riuscirai a lasciar andare.
Nel gergo comune spesso si sente chiedere alle neomamme: 👶 È BRAVO il tuo bambino?
Ma cosa significa davvero questa domanda?
Il cucciolo per essere bravo dovrebbe: dormire, mangiare, stare tranquillo, possibilmente non in braccio, non lamentarsi e non piangere.
In poche parole...non dovrebbe fare il bambino, ma il ciccio bello!
L'autunno.
Che emozioni ti suscita?
Una stagione di mezzo: ci accompagna verso il freddo, regalando al contempo code calde d'estate.
Un tempo in cui gradualmente cambiare vestiti dall'armadio, tenendo però ancora vicino lo scatolone degli abiti estivi.
Una bella coincidenza: oggi è la festa dei NONNI ed è anche il giorno in cui ricomincio le mie attività lavorative, dopo mesi in cui mi sono dedicata alla maternità.
Perché mi colpisce questo incrocio di date?
Perché senza di loro, i nonni, oggi non starei riprendendo il lavoro così serena e leggera!
Può capitare di stare male perché una persona a noi cara non si comporta come avremmo voluto. Le nostre aspettative vengono disattese, e noi ci sentiamo feriti, delusi, amareggiati e arrabbiati. 😡
Spesso teniamo questi stati d'animo dentro di noi...crediamo non serva a nulla parlarne al diretto interessato, rinunciando così a priori a un possibile chiarimento.
Quanto è faticoso esporci, mostrando la nostra parte vulnerabile! 🙈
Di ritorno da un super week end di formazione in Liguria! 📚
Una full immersion di psicoterapia insieme ai miei compagni del Centro Terapia Cognitiva, con cui sto condividendo il terzo anno di scuola.
Provo una profonda gratitudine verso questo percorso...per avermi fatto comprendere come ognuno di noi sia diverso dall'altro, che non esiste un'unica "verità assoluta" valida per tutti.
Yoga e Psicologia.
Due percorsi apparentemente lontani.
Oggi desidero raccontarvi cosa le unisce così profondamente, secondo quanto ho vissuto fin'ora nella mia esperienza personale.
La realtà che vedono i nostri occhi e sentono le nostre orecchie, coincide davvero con ciò che si palesa davanti a noi?
No!
Esistono tante realtà percepite...quante sono le persone che la guardano.
Quando hai davanti una situazione che vivi come "più grande di te", come ti comporti?
⏩Cerchi di farti in quattro da solo finchè non trovi una soluzione adatta?
⏩Oppure ricerchi subito l'aiuto di altre persone?
Tutti noi abbiamo una piacevole e rassicurante "zona di comfort": un'area in cui sentirci al sicuro, al riparo dalle incertezze, dove navighiamo tranquilli e senza timori.
È il nostro spazio, quello che conosciamo in lungo e in largo, e che ci fa sentire a casa.
Guarda in faccia le cose che non ti piacciono di te e...rivolgi loro un grande sorriso!
Quando sbagli, cadi, ti senti goffo e impacciato...prenditi in giro con affetto!
Se ti stai irrigidendo su un opinione, e ti stai chiudendo a chi non la pensa come te...fai una battuta e ridi insieme a lui!
Quale stile di Yoga scegliere?
Una "mini bussola" per orientarsi tra le molte tipologie di corsi esistenti
Mi capita a volte che mi venga richiesto un chiarimento sulla differenza tra i molti stili di Yoga esistenti.
Magari da parte di chi desidera avvicinarsi a questa pratica, ma che, dopo aver letto qua e là in internet i nomi dei corsi vicino casa, rimane confuso dalla moltitudine di termini che a noi occidentali dicono ben poco.
Il primo consiglio che mi sento di dare è sempre: provare sulla "propria pelle".
Sì, perché per quanto i progressi tecnologici ci consentano di avere un'idea sempre più precisa di ciò che ci aspetta (attraverso foto dell'insegnante, della sala Yoga, informazioni sul corso, ecc.), è solo attraverso il "corpo" che si può davvero sentire se ciò che abbiamo davanti fa o non fa per noi.
Saranno i dettagli più sottili a farci scegliere: magari la musicalità della voce dell'insegnante, i suoi modi di fare dolci o direttivi, il profumo che emana la stanza dove stiamo praticando, i colori delle sue pareti, e tanto altro.
Più che con la testa, il corso di Yoga giusto per noi ci chiamerà attraverso la "pancia".
(Trovo che approcciarsi al processo di scelta con questo spirito sia già mettere in atto uno degli insegnamenti che la pratica tenta di trasmetterci: affidarsi alla saggezza del corpo, prendendo un pochino meno sul serio i preconcetti della mente).
Mi addentro ora in una breve descrizione degli stili principali, così che la parte razionale della mente possa avere una mini bussola con cui orientarsi, pur sapendo che si tratterà solo di un'angolatura dell'intero quadro.
• HATHA YOGA
E' uno stile dal ritmo tendenzialmente lento e rilassato, in cui si studia un asana (postura corporea) alla volta, rimanendo in modo statico in ognuno di essi. L'attenzione al respiro è sempre presente e permette di lasciarsi andare in ogni postura, allungandosi e sciogliendosi in modo morbido ed efficace.
Affianco allo studio degli asana si imparano le tecniche di pranayama, che coinvolgono la gestione della respirazione, ottenendo attraverso di esse uno stato di pacificazione della mente. Possono inoltre esserci (a discrezione dell'insegnante) momenti dedicati alla meditazione e al canto dei mantra.
• IYENGAR YOGA
Come struttura risulta molto simile all'Hatha Yoga, dando però maggiore attenzione agli allineamenti e ai dettagli di ogni asana, Il maestro B.K.S. Iyengar, da cui deriva il nome, è colui che ha inventato questo stile.
Per facilitare l'entrata nelle diverse posture fisiche vengono usati attrezzi come cinghie, mattoncini, sedie, coperte, e altro, per venire incontro alla diversa anatomia corporea di ciascun praticante. In questo modo si massimizzano i benefici di ogni posizione.
• ASHTANGA VINYASA YOGA
E' uno stile sviluppato da Sri Pattabhi Jois costituito da 6 serie di asana, di complessità crescente, che si eseguono mantenendo ogni posizione per 5 respirazioni. Il ritmo è più serrato e sostenuto rispetto alle classi di Hatha Yoga, e il tempo è scandito da una particolare respirazione che si utilizza durante la sequenza fisica: ujjayi pranayama.
• YOGA DINAMICO (YOGA FLOW - VINYASA YOGA)
Tutte le forme di yoga in cui la pratica degli asana è condotta con un ritmo dinamico, entrando e uscendo dalle posizioni in modo fluido. Assomiglia a una coreografia di danza, in quanto il movimento segue un flusso continuo, solitamente dettato dal tempo del proprio respiro, che funge da "direttore d'orchestra".
Gli stili dinamici possono avere anche atri nomi oltre quelli che ho scritto nel titolo, a seconda delle particolarità trasmesse dall'insegnante (ad esempio SHIVA FLOW creato da Silvia Romani, oppure BUDOKON YOGA di Cameron Shayne).
Questo sommario non è certamente esaustivo, esistendo molti altri stili ancora...ma ho preferito concentrarmi su quelli da me personalmente praticati, così da poterne dare una descrizione "sentita" e non solo conosciuta teoricamente.
Si tratta inoltre soltanto di uno schema, che in realtà viene spesso flessibilmente modificato dall'insegnante che tiene la lezione: elementi dinamici e fluidi potranno infatti essere inseriti in una lezione di Hatha Yoga, così come lo studio più statico delle posizioni potrà precedere una sequenza dinamica di Yoga Flow.
Ogni insegnante mette la sua "arte" nella creazione della lezione...non resta che trovare quella che risuona di più con le nostre corde
Yoga e Psicologia.
Due percorsi apparentemente lontani.
Oggi desidero raccontarvi cosa le unisce così profondamente, secondo quanto ho vissuto fin'ora nella mia esperienza personale.
Prima non li amavo molto, i miei piedi.
Diciamo che non li consideravo proprio: li percepivo più che altro quando indossavo scarpe scomode, quando qualche dolorino li rendeva protagonisti del mio sentire.
Per anni ho danzato, e ricordo che in quei momenti li sentivo eccome i piedi...avvertivo un senso di chiusura e costrizione dentro quelle scarpette da ballo, non vedevo sempre l'ora di toglierle.
Poi un bel giorno sono approdata nel mondo dello Yoga, dove i piedi si tengono nudi sul tappetino. 🐾
Tante le sensazioni che la pratica Yoga regala al mio corpo, diverse a seconda di come sto quel giorno, di che periodo sto attraversando: ogni volta è un incontro nuovo con lo spazio più profondo che risiede dentro di me.
Desidero condividere una raccolta di pensieri ispirati alle sensazioni che alcuni asana (posture fisiche dello Yoga) sanno donarmi...che possano essere fonte di ispirazione per la vostra pratica personale o semplicemente uno spunto di riflessione.
Il parto, uno dei momenti più potenti per una donna, che richiede preparazione, allenamento, impegno.
Ma non solo rispetto alle nozioni principali da sapere sul travaglio, le contrazioni e tutto ciò che la meccanica del corpo richiede in quel momento.
È anche la mente della donna che deve trovarsi pronta.
"Lo yoga ci mostra come funziona la mente e ci aiuta a calmare i suoi movimenti, portandoci verso il silenzio. Lo yoga è quindi un'arte e una scienza della disciplina mentale attraverso cui la mente viene educata e sviluppata".
Con queste parole B.K.S. Iyengar (uno dei grandi maestri dello yoga scomparso tre anni fa) descrive questa millenaria disciplina. 🌷
Un obiettivo ambizioso quello che si pone lo yoga, non trovate?
Come è andata la tua prima lezione di yoga?
È stato amore a prima vista o non ti ha entusiasmato più di tanto?
C'è chi ha una specie di colpo di fulmine con lo yoga, si trova subito a suo agio, e decide di iscriversi il giorno stesso della prova gratuita.
C'è chi invece sperimenta noia, disagio, irrequietezza, si chiede chi gliel'ha fatto fare di andare a provare, e per un bel po' si tiene ben lontano da corsi di questo tipo.
Lo Yoga è prerogativa solo dei grandi o si può trasmettere anche ai più piccoli?
Lo ha fatto Giulia Boffelli (studentessa di Psicologia all'Università Cattolica di Milano e praticante yoga presso MenteConsapevole) all'interno di una Scuola Materna della bergamasca...e con la sua dolcezza ha portato diciannove bimbe curiose ad appassionarsi sempre più a questa disciplina!
Ecco il suo racconto.
Portare l'intenzione di ascoltarsi in profondità, qualunque cosa accada durante la pratica
Il corpo e il suo linguaggio: intervista ad Andrea Nervetti di Riza Psicosomatica
Rilflessioni a cura di Giulia Boffelli, studentessa di Psicologia e praticante Yoga, dal suo incontro con il mondo della psicosomatica
Ho il piacere di condividere le riflessioni di Giulia Boffelli (studentessa di Psicologia all'Università Cattolica di Milano e praticante Yoga presso MenteConsapevole), maturate in seguito all'intervista da lei effettuata al dott. Andrea Nervetti, caporedattore e psicoterapeuta presso Riza Psicosomatica (Milano).
Durante il corso "Esperienza pratica guidata" svolto all'Università Cattolica di Milano, io e alcune mie compagne di facoltà abbiamo avuto la possibilità di conoscere da vicino il mondo della psicosomatica, pressoché inesplorato in campo accademico, intervistando faccia a faccia il caporedattore della rivista Riza Psicosomatica: il dott. Andrea Nervetti.
Nonostante il fenomeno della somatizzazione sia presente nel genere umano fin dalle civiltà più antiche e rappresenti uno stile comunicativo primordiale (per esprimere un disagio che non trova via d'uscita se non attraverso il corpo), l'importanza di porre attenzione ai messaggi inviati dal corpo è stata a lungo trascurata nel corso del tempo.
L'unità Mente-Corpo, messa in luce in particolare dalle pratiche antiche esoteriche, è stata ripresa oggigiorno nel campo della psicoterapia, al fine di curare un sintomo che si presenta al confine tra lo psichico e l'organico.
Questa sottile linea di separazione appare ancora oggi molto sfumata, non solo agli occhi del paziente ma anche alla comunità scientifica. Il recente sviluppo ha però permesso di porre le basi per fornire nuovi strumenti di analisi del sintomo e ridefinire di conseguenza il concetto di salute.
Citando le parole del dott. Nervetti, per Riza si intende "andare alla radice della mente e del corpo...la caratteristica del rizoma (radice) è quella di sviluppare autonomamente nuove piante anche in condizioni sfavorevoli". Una denominazione breve ma che accoglie un profondo significato: secondo questo approccio, il rizoma o radice, rappresenta la parte più autentica di ciascuno di noi, ricca di incredibili sostanze di riserva che consentono di sorreggerne il busto e renderci stabili anche in situazioni di forte vento e tempesta, aprendoci verso la luce delle vette più alte.
Spiega inoltre che, durante le sue sedute psicoterapeutiche, utilizza molti esempi tratti dalla mitologia: "per parlare all'inconscio", afferma, "è necessario adottare un linguaggio metaforico" e a questo proposito mostra il valore curativo della letteratura (mondo considerato parallelo alla scienza ma che, al contrario, presenta punti di convergenza con gli strati più nascosti del nostro corpo).
Consiglia inoltre a tutti i giovani di intraprendere un percorso di Mindfulness, attualmente in voga in campo psicoterapeutico e di grande efficacia: lui stesso, tra i progetti futuri, vorrebbe seguire un master in tale percorso.
Il corpo lancia messaggi estremamente intensi: la capacità di ascoltarsi e ascoltare l'altro può essere una guida sicura, nel momento in cui tale ascolto è accompagnato da un'attenzione consapevole.
In questo senso la Mindfulness può rappresentare una lente di ingrandimento verso il nostro mondo interiore: il vero viaggio prende avvio da un'accettazione umile di quello che siamo, di com'è il nostro corpo, di quali sono le nostre emozioni e i nostri pensieri...questo ci conduce verso la scoperta di nuovi colori che solo se visti da vicino possono essere gustati fino alla loro essenza.
Grazie Giulia per la tua testimonianza.
Che tu possa continuare a conoscere ed esplorare il mondo della psicologia, guidata dalla luce che già brilla dentro di te.
Alcune riflessioni su questo tempo difficile che stiamo attraversando, pubblicato su l’Eco di Bergamo il giorno 21 Aprile 2020.
Tanti disturbi psicologici di noi esseri umani sono "disturbi della fiducia".
Abbiamo imparato a non fidarci...di noi stessi, delle persone che ci hanno messo al mondo, di nostro marito o nostra moglie, dei medici, del mondo, della vita.
Ma soltanto ritrovando la possibilità di fidarci potremmo davvero vivere una vita piena, ricca, bella e gioiosa!
Di cosa hanno bisogno i nostri bambini? 🐻
Che cosa possiamo donare loro di veramente prezioso? 💫
Un pizzico della nostra curiosità, quella vera, quella autentica.
La curiosità verso il loro "mondo", fatto di storie, emozioni, sogni, delusioni, voglia di essere loro stessi.
Quand'è l'ultima volta che hai riso insieme a qualcuno? Lo fai spesso?
Ridere insieme ad un'altra persona è uno dei modi più evoluti e sorprendenti che abbiamo per stare in relazione. 😀
🍁 Le foglie d'autunno sono le protagoniste del LASCIAR ANDARE. 🍁
Si lasciano cadere dall'albero, affidandosi a qualcosa di più grande, la gravità.
Non sbuffano, non combattono, non si attaccano al ramo con tutte le loro forze. Semplicemente lasciano essere, lasciano che accada ciò che deve accadere.
Si ARRENDONO alla natura, alla vita.
Non da deboli, ma da coraggiose. Anche se non sanno cosa troveranno per terra nel loro cadere, si adagiano con eleganza e fiducia.
Quando riusciamo a comunicare bene, possiamo godere di una buona relazione. Quando inciampiamo in errori di comunicazione, allora ecco che facciamo pasticci e ci allontaniamo.
Potremmo considerare la nostra capacità di COMUNICARE un elemento indispensabile per creare BUONE RELAZIONI con gli altri.🌲
Ma quali sono gli ingredienti essenziali per riuscire ad avere una comunicazione funzionale?
È più facile andare al cinema, perdersi in un romanzo, o spettegolare di qualcuno. Lo so.
Quando si tratta della storia di qualcun'altro - un amico, il vicino di casa, il protagonista di un film o di un libro - non ci tiriamo indietro, anzi, ci lasciamo appassionare da tutti i dettagli della loro storia.
Molto più faticoso è invece guardare il nostro racconto, le pagine che compongono il libro della nostra vita. Certi capitoli addirittura meglio non aprirli neanche. Vero? 📖
Come è cominciato il tuo lunedì?
Ti sei dato nuovi propositi per la settimana? 📝
(Comincio la dieta - Non mangio più le unghie - Andrò in palestra tutti i giorni)
Se così fosse, prova a fare un grande respiro dentro di te. 🌫 Lascia andare con l'espirazione la sensazione che qualcosa "non vada bene" e che tu sia da "aggiustare". Non è così.
Spesso la mente crea liste di cose da modificare di noi stessi, quando percepisce l'inizio di qualcosa di nuovo.
L'inizio della settimana, l'inizio dell'estate, l'inizio del nuovo anno, l'inizio di un nuovo lavoro...
Il mandato evolutivo dell'essere umano è "costruire relazioni"...e come e in che modo farlo lo impariamo nelle primissime relazioni con i nostri genitori.
Sii curioso verso la tua storia di vita.
Sii delicato e attento con la vita che a tua volta crescerai tra le tue braccia.
«Leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore» 💕
Teniamo a mente questa frase di Italo Calvino oggi...e proviamo a coltivare l'intenzione di ALLEGGERIRE qualche pezzetto di noi stessi.
Quante volte ci capita di litigare tra noi esseri umani.
Spesso attraverso gli scontri ci avviciniamo di più all'altra persona, riuscendo a sfruttare queste occasioni per conoscerci ancora meglio e rendere più solida la relazione.
Ma altre volte l'accumularsi di discussioni porta inevitabilmente a fratture senza via di ritorno. Tra amici, partner, colleghi, fratelli, sorelle. ⛔
Quando questo succede si crea molta sofferenza. Più ci si era avvicinati, più ci si scotta nel separarsi.
« Farsi scivolare giù, dalla forza di gravità.
Come da bambini su quello scivolo nel parco vicino a casa. L'aria nei capelli, il corpo leggero, il cuore che sussulta. » 🍃
Ritroviamo dentro di noi quella sensazione...ogni volta che da grandi vogliamo "controllare" un po' troppo il flusso della nostra vita.
Le Emozioni. 🌞🌛
Misteriose presenze che orientano le nostre scelte, attivano i nostri corpi, ci fanno muovere nel mondo.
Ma quanto siamo davvero in contatto con loro?
Le conosciamo per nome?
Come ogni inverno in molte case viene a far visita la tanto temuta influenza. 🤒
(Qui la stiamo combattendo, io e mio figlio, da un paio di giorni)
È un ospite indesiderato, che cerchiamo tutti di tenere lontano.
Ma a volte arriva comunque, e dobbiamo farci i conti!
Notavo in questi giorni come l'influenza porti con sé anche tutta una serie di "omaggi" ai corpi che la ospitano (oltre ai malanni dolorosi da combattere). 🎁
Quando è stata l'ultima volta che hai detto "ti voglio bene" a qualcuno? 🌷
Sei una persona che dice spesso queste 3 parole, o sei tra chi fa molta fatica a pronunciarle?
Ogni momento può essere un'opportunità per rivolgerle a chi sentiamo importante per noi, un amico, un familiare, un maestro, un collega.
Quand'è l'ultima volta che ti sei concesso di non far niente? ☁
Intendo non fare davvero nulla.
Niente di programmato a priori.
I giorni di festa possono essere una buona occasione per esplorare questa possibilità!
Molti di noi hanno vite piene di attività da fare, una in successione all'altra. Mentre ne svolgi una, stai già pensando a quella dopo.
Dopo tanti anni insieme, un giorno ci si guarda negli occhi...e può succedere di non riconoscersi più. ⛔
Dove è finito quell'uomo che avevo sposato❔
Dove è finita quella donna che avevo scelto❔
Ci si sente delusi, tristi, amareggiati o arrabbiati.
Ogni giorno, senza saperlo, diamo una punta di colore al nostro quadro!
Scegliamo il pennello giusto, la tonalità più indicata, e disegniamo un pezzo della nostra vita. 🎨
Sì, perché gli eventi ci succedono e basta...ma siamo sempre e solo noi a scegliere come dipingerli sulla nostra tela.
Oggi, se vuoi, prova a notare se c'è qualcosa a cui ti stai aggrappando con tutte le tue forze.
E immagina come sarebbe poter mollare un po' quella presa.
Se intravedi più leggerezza e sollievo, prova a incamminarti su questa strada...
...un passo alla volta, con il tempo, riuscirai a lasciar andare.
Nel gergo comune spesso si sente chiedere alle neomamme: 👶 È BRAVO il tuo bambino?
Ma cosa significa davvero questa domanda?
Il cucciolo per essere bravo dovrebbe: dormire, mangiare, stare tranquillo, possibilmente non in braccio, non lamentarsi e non piangere.
In poche parole...non dovrebbe fare il bambino, ma il ciccio bello!
L'autunno.
Che emozioni ti suscita?
Una stagione di mezzo: ci accompagna verso il freddo, regalando al contempo code calde d'estate.
Un tempo in cui gradualmente cambiare vestiti dall'armadio, tenendo però ancora vicino lo scatolone degli abiti estivi.
Una bella coincidenza: oggi è la festa dei NONNI ed è anche il giorno in cui ricomincio le mie attività lavorative, dopo mesi in cui mi sono dedicata alla maternità.
Perché mi colpisce questo incrocio di date?
Perché senza di loro, i nonni, oggi non starei riprendendo il lavoro così serena e leggera!
Può capitare di stare male perché una persona a noi cara non si comporta come avremmo voluto. Le nostre aspettative vengono disattese, e noi ci sentiamo feriti, delusi, amareggiati e arrabbiati. 😡
Spesso teniamo questi stati d'animo dentro di noi...crediamo non serva a nulla parlarne al diretto interessato, rinunciando così a priori a un possibile chiarimento.
Quanto è faticoso esporci, mostrando la nostra parte vulnerabile! 🙈
Di ritorno da un super week end di formazione in Liguria! 📚
Una full immersion di psicoterapia insieme ai miei compagni del Centro Terapia Cognitiva, con cui sto condividendo il terzo anno di scuola.
Provo una profonda gratitudine verso questo percorso...per avermi fatto comprendere come ognuno di noi sia diverso dall'altro, che non esiste un'unica "verità assoluta" valida per tutti.
Yoga e Psicologia.
Due percorsi apparentemente lontani.
Oggi desidero raccontarvi cosa le unisce così profondamente, secondo quanto ho vissuto fin'ora nella mia esperienza personale.
La realtà che vedono i nostri occhi e sentono le nostre orecchie, coincide davvero con ciò che si palesa davanti a noi?
No!
Esistono tante realtà percepite...quante sono le persone che la guardano.
Quando hai davanti una situazione che vivi come "più grande di te", come ti comporti?
⏩Cerchi di farti in quattro da solo finchè non trovi una soluzione adatta?
⏩Oppure ricerchi subito l'aiuto di altre persone?
Tutti noi abbiamo una piacevole e rassicurante "zona di comfort": un'area in cui sentirci al sicuro, al riparo dalle incertezze, dove navighiamo tranquilli e senza timori.
È il nostro spazio, quello che conosciamo in lungo e in largo, e che ci fa sentire a casa.
Guarda in faccia le cose che non ti piacciono di te e...rivolgi loro un grande sorriso!
Quando sbagli, cadi, ti senti goffo e impacciato...prenditi in giro con affetto!
Se ti stai irrigidendo su un opinione, e ti stai chiudendo a chi non la pensa come te...fai una battuta e ridi insieme a lui!
Ti presento il Body Scan
Prova a praticare questa meditazione con l'ascolto della traccia audio
Oggi desidero descriverti una pratica Mindfulness che amo particolarmente: il Body Scan.
Oltre ad essere una delle meditazioni più presenti nel mio quotidiano, la conduco spesso durante gli incontri Mindfulness, e mi capita anche di suggerirla nei percorsi di psicoterapia come strumento di centratura e di ascolto del corpo.
Questa pratica si compie solitamente da sdraiati, a pancia in su, con il corpo comodo e fermo.
Anche se la posizione assomiglia molto a quella del sonno, lo scopo non è arrivare ad addormentarsi. Al contrario, l'idea è risvegliare la mente focalizzandola sulle sensazioni che abitano il proprio corpo: si porta l'attenzione all'ascolto delle sensazioni corporee dai piedi fino alla testa, una zona dopo l'altra.
Alcune parti vengono percepite in modo molto vivido, anche se sono completamente immobili. In altre si scoprono piccoli o grandi dolori. Altre ancora sembra invece di non sentirle affatto (istintivamente può venire da muoverle per riuscire a sentirle).
Ma l'invito in tutti questi casi è lo stesso: provare ad ascoltare con curiosità quello che c'è, sia essa una sensazione piacevole, spiacevole o neutra, senza modificare nulla.
Prima di continuare la lettura, se ti va, prova questa pratica ascoltando l'audio che ho registrato e che trovi qui sotto. Ti serve soltanto un luogo tranquillo dove sdraiare il tuo corpo per venti minuti.
Com'è andata?
Forse non è stato semplice mantenere l'attenzione sul corpo?
E' subentrato il sonno? Oppure uno stato di agitazione, noia, irrequietezza?
Se ti sono capitate queste o altre situazioni è assolutamente normale. A meno che tu sia già abituato a questo tipo di pratiche, è molto difficile all'inizio rimanere concentrati, con la mente davvero sveglia, sulla moltitudine di sensazioni sempre diverse che ci trasmette il corpo fermo.
Ma pian piano la mente si abitua a riconoscere i momenti in cui vaga altrove, e impara a riportare con gentilezza l'attenzione alle parti del corpo.
Come ogni cosa, è questione di un po' di pratica.
Con il tempo si apprende a lasciar andare il desiderio di muovere il corpo, il bisogno di percepire per forza sensazioni vivide in ogni sua parte, o di far scomparire dolori o tensioni. Con l'aiuto del respiro, si impara a prendere semplicemente atto di quello che c'è o di quello che non c'è nel nostro corpo.
Il Body Scan diviene uno strumento prezioso ad esempio quando a fine giornata si percepisce la mente accelerata e iperattiva dai tanti stimoli con cui è entrata in contatto, e abbiamo bisogno di “tuffarci” nel nostro corpo per ritrovare un luogo di sicurezza e pace.
In queste situazioni è utile decidere di fermarsi, per ricongiungersi con il proprio sentire corporeo e fisico, prima di andare a letto. E' un atto di amore che doniamo all'organismo, alle nostre cellule.
Un senso di pace, di interezza e di tranquillità potrà emergere alla fine di questa pratica.
Ma scoprirai che ogni volta è sempre diverso, ogni volta ti faranno visita nuovi pensieri, emozioni e sensazioni. E la cosa più bella è che sarai sempre lì pronto ad accoglierli con amore e gentilezza.
Più minuti dedichiamo a questo tipo di ascolto, più diventiamo abili a fare costantemente attenzione ai segnali del corpo durante la vita quotidiana, anche e soprattutto quando ci sembra che il corpo ci stia portando in giro solo come un taxista.
Goditi il miracolo di essere vivo e intero, e di poterlo sentire. Onora il tuo corpo, nella sua totalità, esattamente così com'è.
Carolina Traverso
Quali benefici regala la Mindfulness?
Proviamo a scoprirlo da chi l’ha davvero provata a sperimentare.
Mi trovo in montagna per qualche giorno di ferie, insieme a un bel gruppone di amici, parenti, bambini e cagnoni di ogni taglia. 🍃
Nel tardo pomeriggio con alcuni di loro sto praticando MEDITAZIONE, nel silenzio delle montagne che ci circondano con la loro maestosità. 🌲
Ogni tanto, però, quel silenzio pieno di pace viene interrotto dalle voci degli altri compagni di viaggio...
Quale spuntino mangerai oggi?
Gelato, frutta, yogurt, altro? 🍦🍉
Oggi vivi il tuo spuntino come un'occasione per praticare la · MINDFUL EATING ·
Nulla di mistico, trascendentale o strano!
Anzi, si tratta di qualcosa di molto reale e concreto: mangia il cibo che hai di fronte incontrandolo con tutto te stesso, con la mente davvero concentrata sull'atto del mangiare.
🐳 Quest'anno prevedi qualche giorno al mare?
🐋 Forse ti trovi proprio lì in questo momento?
Ecco alcuni spunti da leggere sotto l'ombrellone, per gustarti la tua vacanza con la mente sveglia e rilassata, attenta e in pace.
Anche se sei grande, navigato, e non hai tempo da perdere perché fai mille cose, puoi provare a sorprenderti ancora.
Non dipende da cosa hai di fronte, non importa se tutto già credi di conoscere.
I tuoi occhi possono scegliere di sorprendersi, se solo guardano davvero.
Permettersi di rilassarsi🐢 non è un fatto scontato...ecco qualche suggerimento per te!
· Partiamo dai muscoli del corpo ·
Tutto il giorno in movimento, contratti e impegnati a compiere azioni...
Tuttavia, ci sono un'infinità di momenti in cui puoi DISATTIVARLI volontariamente, per riposarti anche da sveglio.
A volte nella vita l'orizzonte su cui posiamo lo sguardo non è chiaro né definito.
Non sappiamo cosa ci attenderà, e non possiamo fare granché per condurre la vita nella direzione che vorremmo.
Ma una cosa la possiamo fare, sempre.
Decidere di AFFIDARCI. 🌱
Il progetto MINDFULNESS A SCUOLA 👦 si è concluso alla Primaria di Azzano (Bg), ho salutato i tantissimi bambini con cui ho avuto il piacere di praticare in queste settimane!
Ho chiesto loro di rappresentare con un disegno le emozioni provate durante la meditazione. 🌷
Questa settimana abbiamo esplorato il mondo delle EMOZIONI con i bimbi del progetto Mindfulness a Scuola.
È un tema che li ha coinvolti tantissimo, mai avevano alzato la mano così tanto per intervenire. 😺✋
Golosa mattinata alle elementari di Azzano San Paolo (Bg) oggi, durante l'incontro MINDFULNESS A SCUOLA. 🍭
I bimbi hanno esplorato una caramella gustosa attraverso i loro 5 sensi:
👀vista 👐tatto 👃olfatto 👂udito 👅gusto
Mattinata ricca di emozioni alla scuola di Azzano S.Paolo oggi! 👦💕
I bambini del progetto MINDFULNESS A SCUOLA si sono messi in gioco, provando a dire a un compagno una sua qualità, un aspetto bello del suo carattere.
Questa mattina primo incontro di MINDFUL EATING 🍨
Un bellissimo gruppo, due uomini e quattro donne, con gli occhi pieni di curiosità e la voglia di sperimentarsi in modo nuovo nel rapporto con il cibo.
Abbiamo condiviso i nostri "punti di partenza", dove ci piacerebbe migliorare, e con fiducia ci siamo lasciati trasportare dal potere della pratica. 🍃
Oggi 2° incontro di Mindfulness a scuola con i 60 bambini di terza elementare. 👦
La mia mente sta ancora ripassando i loro nomi...ci tengo a impararli tutti entro la fine di questa esperienza. (Ce la farò?)
Questa mattina ho conosciuto 60 bambini👦 della scuola elementare di Azzano San Paolo (Bg).
Tutti di 3° elementare, in pochi sapevano cosa stavano per fare!
Se dico "porta la tua attenzione sul respiro", cosa ti viene da fare? 🍃
Ti viene da modificarlo, come primo istinto?
Per renderlo più intenso, più lungo, più ampio, o nel modo in cui la mente ti sta suggerendo che dovrebbe essere? 💨
Come stai vivendo il tuo lunedì?
Affaticato, appesantito dalla settimana che hai davanti?
Prendi allora a prestito la "mente del principiante"! 🐹
Immagina di fare le stesse cose che fai sempre, ma con gli occhi di chi le guarda per la prima volta.
🌱 Ieri sera durante il 2° incontro di "IMPARA A PRATICARE LA MINDFULNESS" abbiamo passeggiato per la stanza con grande lentezza...soffermandoci su dei particolari del nostro cammino che spesso passano inosservati! 🌱
Perché non provi anche tu?
La doccia è una di quelle abitudini che si presta ad essere svolta in automatico, un po' di fretta. Un luogo perfetto dove "rimuginare" sulla giornata appena trascorsa, e dove "pianificare" le decisioni future.
Ma è anche un posto ideale dove focalizzarci sull'esperienza del presente, un momento meraviglioso dove connetterci con noi stessi.
Hai visto la proiezione di "Walk with me" ieri sera? Come ti è sembrato?
🍃 Per me è stata una sorta di meditazione...ritmi lenti, attimi in cui respirare, lunghi silenzi, dettagli da assaporare.
Quando mi sono alzata dalla poltrona ho sentito un senso di pace e calma, i sorrisi sereni dei monaci di Plum Village avevano scaldato il mio cuore. 🍃
Nell'anno scolastico 2015-2016 ho avuto il piacere di ideare e condurre, passo dopo passo, un progetto sperimentale di Mindfulness rivolto a due classi di bambini di quinta elementare...donando ai più piccini i benefici di questa meravigliosa pratica!
Ogni tanto è rigenerante prendersi un tempo e uno spazio tutti per sè.
Ricercare silenzio, sentire soltanto la bellezza del proprio respiro. 🌷
È fantastico (e abbastanza semplice) riuscire a ritagliarsi questo tempo in vacanza, al mare, in montagna, sul lago, nella propria casa in ferie dal lavoro. Meno facile è invece concederselo nella routine del nostro "fare quotidiano"...quando gli impegni si seguono l'un l'altro, e a fine giornata vorremmo solo vedere dietro di noi un mucchio di cose ben fatte.
Oggi ho avuto la fortuna di addentrarmi a piedi nelle alture austriache...e mi sono regalata alcuni minuti di "ascolto consapevole".
La mente aveva come sempre iniziato a portarmi altrove, in particolare al lavoro:
la ripresa delle attività si avvicina, tanti sono gli impegni del prossimo autunno da programmare, e una certa ansia mi cominciava a salire.
Spesso si sente dire che la meditazione aiuta a far svanire i pensieri. Che la meditazione fa "svuotare" la mente.
Ma è davvero possibile?
Il cervello può diventare una "scatola vuota"?
Una pratica attuabile nella vita quotidiana, che può rendere davvero intenso un incontro.
Quando hai di fronte qualcuno che ti parla di sè, non interromperlo.
Rimani presente con gli occhi, con il corpo, ma non dire molte parole.
Hai presente quando nel corso della giornata non ti ricordi cosa avevi mangiato per pranzo?
Ci pensi e ripensi ma proprio non ti viene.
Eppure è passata soltanto qualche ora!
Quando invece ti poni la stessa domanda in una giornata di vacanza, in un posto nuovo mai incontrato, cosa avevi mangiato a pranzo ti sovviene subito alla mente.
Come mai?
Le semplici parole «lascia andare» possono diventare un vero e proprio mantra da ripetere in molte situazioni della vita. 🍃
Sapere che esiste questa strada, ci aiuta a sceglierla consapevolmente come alternativa da percorrere: all'inizio è tutt'altro che facile, ma più ci esercitiamo, più diverrà l'unica strada davvero liberatoria.
La pratica Mindfulness mi ha insegnato a non puntare il dito addosso agli aspetti di me che non mi piacciono. A non essere il giudice severo delle mie insicurezze.
Per anni avevo cercato di combattere la mia "timidezza"...quando mi trovavo in mezzo a tante persone e dovevo parlare, ad esempio, mi sentivo il fuoco divampare nelle guance, le gambe molli, la gola secca, e il cuore a mille.
Era la mia nemica "ansia", puntualmente mi stava tirando il suo agguato.
Quando tutto va a rotoli, quando ti sembra di annegare risucchiato dai problemi della vita...prova a fermarti un attimo.
Chiudi gli occhi, fai un respiro profondo, e immagina di essere su una giostra che ti fa salire in alto, sempre più in alto...
Da lassú prova a sbirciare la tua vita che è rimasta in basso, è diventata più piccola da questa prospettiva?
Riesci a sentire una maggior "distanza" dalle situazioni che ti creano problemi?
Il caldo estivo, come quello di questi giorni, ci mette a dura prova. Sudiamo tutto il giorno, rimpiangiamo il fresco della primavera appena passata, speriamo in una pioggia che rinfreschi tutto per un attimo.
Possiamo però scegliere di "allearci" con lui, vivendolo come un compagno di squadra che ci serve la palla per una mossa vincente. ☀
Temperature come queste ci permettono infatti di sentire moltissimo il nostro corpo!
Chissà quanti passi facciamo ogni giorno, per raggiungere posti, girare per casa, per fare passeggiate all'aria aperta o per portare il nostro cane a sporcare.
Le gambe e i piedi sono il nostro veicolo principale, anche nelle giornate in cui stiamo per ore sul sedile della macchina macinando chilometri.
E allora perché non approfittare di loro per compiere brevi meditazioni quotidiane?
Lo possiamo fare tutti, anche chi non è solito praticare la classica meditazione sul cuscino nella vita di tutti i giorni.
Ad ogni praticante il suo asana: lo Yoga come un "abito su misura"
L'unicità dell'esperienza propriocettiva di ogni praticante
Uno degli aspetti particolari dello Yoga è che si tratta di una disciplina adattabile a qualsiasi persona: non richiede caratteristiche fisiche precise per poterlo sperimentare. Non bisogna essere magri, snelli, agili o atletici. Non è necessario essere giovani.
Inoltre, a differenza di molti sport, non ci sono prestazioni ottimali a cui dover tendere, non ci sono classifiche né graduatorie.
A volte chi si approccia per la prima volta a questa disciplina rimane infatti sorpreso di non trovare alcuna spinta alla "performance" e nessun confronto tra chi è più o meno bravo.
L'istinto alla competizione (verso gli altri, ma soprattutto verso sé stessi) può emergere in modo particolare quando entriamo ed usciamo nelle posizioni fisiche (asana) dello Yoga: è qui che incontriamo i nostri "limiti" corporei, le tensioni accumulate nei muscoli, le eventuali rigidità dovute all'età o magari alle posture assunte nella giornata.
Ed è proprio in quelle circostanze che è utile sapere che non esiste un'unica posizione a cui dover per forza arrivare, ma possono esistere tante posizioni quanti sono i praticanti. Cosa vuol dire?
Significa che un particolare asana potrà essere assunto in tanti modi diversi quante sono le persone che provano ad assumerlo. E' un po' come un abito su misura che proviamo ad indossare con il nostro corpo: il suo aspetto esteriore potrà essere simile al vestito degli altri, ma ognuno lo cucirà seguendo le proprie misure, per stare alla fine tutti comodi e a nostro agio.
E la cosa bella è che solo noi possiamo conoscere le nostre "misure", poiché solo noi possiamo sapere davvero come quella posizione Yoga ci fa sentire nel profondo.
In questa ricerca tuttavia non procediamo da soli, ci sono i suggerimenti dell'insegnante ad accompagnarci. Ogni asana possiede infatti tutta una serie di varianti (dalle più semplici alle più complesse) che permettono di entrare in quella specifica posizione rispettando le diverse fatiche che emergono. Esistono inoltre una moltitudine di attrezzi (cinghie, coperte, mattonelle, ecc.) che possono venire in nostro aiuto per aumentare la comodità dell'asana.
Con il supporto dell'insegnante potremo allora trovare il modo tutto nostro di entrare nell'asana, magari molto distante dai compagni affianco a noi. E così avremo contattato davvero il nostro "sentire" autentico che quella posizione ci sta trasmettendo. Per poterlo fare può essere utile chiudere gli occhi: in questo modo la mente è aiutata a collegarsi con i segnali propriocettivi inviati dalle periferie del corpo, per farsi così guidare da essi.
A volte nelle sale Yoga è presente lo specchio (magari la palestra in cui viene condotto il corso lo predispone per altre attività), ma in realtà guardarsi allo specchio può rendere più difficile ascoltare le sensazioni interne. Rispetto alla metafora dell'abito su misura, si potrebbe dire che lo specchio rischia di farci concentrare più sull'aspetto esteriore del nostro abito piuttosto che sulle sue misure: ci aiuta a focalizzarci sull'immagine esterna di noi e degli altri mentre pratichiamo, ma ci distoglie dalla nostra sensibilità propriocettiva.
Quindi l'invito prima di cominciare ogni pratica è quello di tenere sempre presente che non c'è nessun obiettivo da raggiungere, nessun modello da imitare...ci sono a disposizione "abiti da indossare" per tutti, uno diverso dall'altro, proviamo ad entrarci scegliendo quello più confortevole per noi, quello che ci permette davvero di sentirci a casa.
"Il vostro vissuto è unico, non ha nulla a che fare con quello della persona che pratica accanto a voi. Non c'è nulla da copiare o imitare: solo la vostra personale esperienza si inscriverà in voi"
Gérard Blitz
Yoga e Psicologia.
Due percorsi apparentemente lontani.
Oggi desidero raccontarvi cosa le unisce così profondamente, secondo quanto ho vissuto fin'ora nella mia esperienza personale.
Prima non li amavo molto, i miei piedi.
Diciamo che non li consideravo proprio: li percepivo più che altro quando indossavo scarpe scomode, quando qualche dolorino li rendeva protagonisti del mio sentire.
Per anni ho danzato, e ricordo che in quei momenti li sentivo eccome i piedi...avvertivo un senso di chiusura e costrizione dentro quelle scarpette da ballo, non vedevo sempre l'ora di toglierle.
Poi un bel giorno sono approdata nel mondo dello Yoga, dove i piedi si tengono nudi sul tappetino. 🐾
Tante le sensazioni che la pratica Yoga regala al mio corpo, diverse a seconda di come sto quel giorno, di che periodo sto attraversando: ogni volta è un incontro nuovo con lo spazio più profondo che risiede dentro di me.
Desidero condividere una raccolta di pensieri ispirati alle sensazioni che alcuni asana (posture fisiche dello Yoga) sanno donarmi...che possano essere fonte di ispirazione per la vostra pratica personale o semplicemente uno spunto di riflessione.
Il parto, uno dei momenti più potenti per una donna, che richiede preparazione, allenamento, impegno.
Ma non solo rispetto alle nozioni principali da sapere sul travaglio, le contrazioni e tutto ciò che la meccanica del corpo richiede in quel momento.
È anche la mente della donna che deve trovarsi pronta.
"Lo yoga ci mostra come funziona la mente e ci aiuta a calmare i suoi movimenti, portandoci verso il silenzio. Lo yoga è quindi un'arte e una scienza della disciplina mentale attraverso cui la mente viene educata e sviluppata".
Con queste parole B.K.S. Iyengar (uno dei grandi maestri dello yoga scomparso tre anni fa) descrive questa millenaria disciplina. 🌷
Un obiettivo ambizioso quello che si pone lo yoga, non trovate?
Come è andata la tua prima lezione di yoga?
È stato amore a prima vista o non ti ha entusiasmato più di tanto?
C'è chi ha una specie di colpo di fulmine con lo yoga, si trova subito a suo agio, e decide di iscriversi il giorno stesso della prova gratuita.
C'è chi invece sperimenta noia, disagio, irrequietezza, si chiede chi gliel'ha fatto fare di andare a provare, e per un bel po' si tiene ben lontano da corsi di questo tipo.
Lo Yoga è prerogativa solo dei grandi o si può trasmettere anche ai più piccoli?
Lo ha fatto Giulia Boffelli (studentessa di Psicologia all'Università Cattolica di Milano e praticante yoga presso MenteConsapevole) all'interno di una Scuola Materna della bergamasca...e con la sua dolcezza ha portato diciannove bimbe curiose ad appassionarsi sempre più a questa disciplina!
Ecco il suo racconto.
Portare l'intenzione di ascoltarsi in profondità, qualunque cosa accada durante la pratica
Attaccamento genitore-figlio: una "base sicura" che permette di crescere
Come essere un "porto sicuro" per il proprio figlio
Ogni essere umano quando nasce possiede una tendenza innata presente fin da subito: ricercare la vicinanza protettiva di una figura di riferimento, ogni volta che percepisce uno stato di vulnerabilità (pericolo, dolore, fatica).
Questa spinta motivazionale innata viene chiamata dagli studiosi attaccamento. Ma noi umani non siamo gli unici ad averla. Avete presente la storia del piccolo anatroccolo che uscito dall'uovo inizia a seguire il primo oggetto in movimento che vede? Anche se si tratta di un guanto giallo o un di un altro animale non della sua specie? Ecco, l'anatroccolo nel far questo è spinto dal suo sistema di attaccamento, che lo porta a cercare subito una figura protettiva per salvaguardare la sua sopravvivenza (Lorenz; 1957).
John Bowlby partì da questa e da altre osservazioni sugli animali per definire la teoria dell'attaccamento umano (1969; 1973; 1980), oggi considerata uno dei principali riferimenti della psicologia.
Quando il bambino percepisce una situazione "di pericolo" si attiva in lui il sistema di attaccamento (e in parallelo si disattiva il sistema di esplorazione, che invece motiva ad esplorare il mondo).
Il bambino mette allora in atto una serie di comportamenti di attaccamento per ricercare la figura di riferimento, così da garantirsi la sopravvivenza che da solo ancora non può salvaguardare. Piange, vocalizza, muove le gambe e le braccia. Se ha già sviluppato la motilità si dirige a carponi, muove i primi passi, ricerca il contatto corporeo, oppure guarda da lontano il papà o la mamma in cerca di rassicurazione nel loro viso.
Il genitore a quel punto tenderà ad avvicinarsi al figlio per ridurre il suo stato di paura, generando il lui un senso di sicurezza. Così rassicurato potrà tornare ad esplorare il mondo, certo di avere un porto sicuro dove tornare in caso di bisogno.
L'insieme di queste esperienze condurranno il bambino ad "interiorizzare" nelle sue memorie emotive la figura del genitore come base sicura affidabile, a cui rivolgersi in caso di pericolo.
Nel corso delle prime esperienze di vita iniziamo infatti a costruirci delle rappresentazioni mentali di noi stessi e degli altri, che vengono registrate nei magazzini di memoria implicita: essi sono già attivi dalla nascita nelle strutture limbiche del cervello, che non sono mediate dal linguaggio (poiché non è ancora sviluppato quando nasciamo).
Da grandi non abbiamo un ricordo cosciente di quanto registrato in queste memorie relazionali-emotive, ma fin da subito esse contribuiscono in modo profondo a strutturare la nostra personalità.
Il sistema di attaccamento rimane attivo tutta la vita, in ogni momento abbiamo bisogno di qualcuno su cui contare quando ci sentiamo vulnerabili, anche quando siamo adulti. Le nostre figure di attaccamento principali potranno divenire i nostri partner, ma anche rimanere i nostri genitori.
Ogni persona sviluppa un particolare modo attraverso cui chiedere aiuto quando ne ha bisogno.
La modalità tutta nostra di chiedere (o di non chiedere) aiuto quando ci sentiamo vulnerabili continua a modificarsi nel tempo (in base alle nuove figure di riferimento con cui entriamo in relazione), ma pone le sue radici profonde nelle esperienze emotive che abbiamo vissuto tra le braccia dei nostri genitori (o di chi si è preso cura di noi), quando non avevamo ancora le risorse per proteggerci da soli.
La caratteristica più importante dell'essere genitori: fornire una base sicura da cui un figlio possa partire per affacciarsi al mondo, e a cui possa tornare sapendo per certo che sarà il benvenuto.
John Bowlby
Alcune riflessioni su questo tempo difficile che stiamo attraversando, pubblicato su l’Eco di Bergamo il giorno 21 Aprile 2020.
Tanti disturbi psicologici di noi esseri umani sono "disturbi della fiducia".
Abbiamo imparato a non fidarci...di noi stessi, delle persone che ci hanno messo al mondo, di nostro marito o nostra moglie, dei medici, del mondo, della vita.
Ma soltanto ritrovando la possibilità di fidarci potremmo davvero vivere una vita piena, ricca, bella e gioiosa!
Di cosa hanno bisogno i nostri bambini? 🐻
Che cosa possiamo donare loro di veramente prezioso? 💫
Un pizzico della nostra curiosità, quella vera, quella autentica.
La curiosità verso il loro "mondo", fatto di storie, emozioni, sogni, delusioni, voglia di essere loro stessi.
Quand'è l'ultima volta che hai riso insieme a qualcuno? Lo fai spesso?
Ridere insieme ad un'altra persona è uno dei modi più evoluti e sorprendenti che abbiamo per stare in relazione. 😀
🍁 Le foglie d'autunno sono le protagoniste del LASCIAR ANDARE. 🍁
Si lasciano cadere dall'albero, affidandosi a qualcosa di più grande, la gravità.
Non sbuffano, non combattono, non si attaccano al ramo con tutte le loro forze. Semplicemente lasciano essere, lasciano che accada ciò che deve accadere.
Si ARRENDONO alla natura, alla vita.
Non da deboli, ma da coraggiose. Anche se non sanno cosa troveranno per terra nel loro cadere, si adagiano con eleganza e fiducia.
Quando riusciamo a comunicare bene, possiamo godere di una buona relazione. Quando inciampiamo in errori di comunicazione, allora ecco che facciamo pasticci e ci allontaniamo.
Potremmo considerare la nostra capacità di COMUNICARE un elemento indispensabile per creare BUONE RELAZIONI con gli altri.🌲
Ma quali sono gli ingredienti essenziali per riuscire ad avere una comunicazione funzionale?
È più facile andare al cinema, perdersi in un romanzo, o spettegolare di qualcuno. Lo so.
Quando si tratta della storia di qualcun'altro - un amico, il vicino di casa, il protagonista di un film o di un libro - non ci tiriamo indietro, anzi, ci lasciamo appassionare da tutti i dettagli della loro storia.
Molto più faticoso è invece guardare il nostro racconto, le pagine che compongono il libro della nostra vita. Certi capitoli addirittura meglio non aprirli neanche. Vero? 📖
Come è cominciato il tuo lunedì?
Ti sei dato nuovi propositi per la settimana? 📝
(Comincio la dieta - Non mangio più le unghie - Andrò in palestra tutti i giorni)
Se così fosse, prova a fare un grande respiro dentro di te. 🌫 Lascia andare con l'espirazione la sensazione che qualcosa "non vada bene" e che tu sia da "aggiustare". Non è così.
Spesso la mente crea liste di cose da modificare di noi stessi, quando percepisce l'inizio di qualcosa di nuovo.
L'inizio della settimana, l'inizio dell'estate, l'inizio del nuovo anno, l'inizio di un nuovo lavoro...
Il mandato evolutivo dell'essere umano è "costruire relazioni"...e come e in che modo farlo lo impariamo nelle primissime relazioni con i nostri genitori.
Sii curioso verso la tua storia di vita.
Sii delicato e attento con la vita che a tua volta crescerai tra le tue braccia.
«Leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore» 💕
Teniamo a mente questa frase di Italo Calvino oggi...e proviamo a coltivare l'intenzione di ALLEGGERIRE qualche pezzetto di noi stessi.
Quante volte ci capita di litigare tra noi esseri umani.
Spesso attraverso gli scontri ci avviciniamo di più all'altra persona, riuscendo a sfruttare queste occasioni per conoscerci ancora meglio e rendere più solida la relazione.
Ma altre volte l'accumularsi di discussioni porta inevitabilmente a fratture senza via di ritorno. Tra amici, partner, colleghi, fratelli, sorelle. ⛔
Quando questo succede si crea molta sofferenza. Più ci si era avvicinati, più ci si scotta nel separarsi.
« Farsi scivolare giù, dalla forza di gravità.
Come da bambini su quello scivolo nel parco vicino a casa. L'aria nei capelli, il corpo leggero, il cuore che sussulta. » 🍃
Ritroviamo dentro di noi quella sensazione...ogni volta che da grandi vogliamo "controllare" un po' troppo il flusso della nostra vita.
Le Emozioni. 🌞🌛
Misteriose presenze che orientano le nostre scelte, attivano i nostri corpi, ci fanno muovere nel mondo.
Ma quanto siamo davvero in contatto con loro?
Le conosciamo per nome?
Come ogni inverno in molte case viene a far visita la tanto temuta influenza. 🤒
(Qui la stiamo combattendo, io e mio figlio, da un paio di giorni)
È un ospite indesiderato, che cerchiamo tutti di tenere lontano.
Ma a volte arriva comunque, e dobbiamo farci i conti!
Notavo in questi giorni come l'influenza porti con sé anche tutta una serie di "omaggi" ai corpi che la ospitano (oltre ai malanni dolorosi da combattere). 🎁
Quando è stata l'ultima volta che hai detto "ti voglio bene" a qualcuno? 🌷
Sei una persona che dice spesso queste 3 parole, o sei tra chi fa molta fatica a pronunciarle?
Ogni momento può essere un'opportunità per rivolgerle a chi sentiamo importante per noi, un amico, un familiare, un maestro, un collega.
Quand'è l'ultima volta che ti sei concesso di non far niente? ☁
Intendo non fare davvero nulla.
Niente di programmato a priori.
I giorni di festa possono essere una buona occasione per esplorare questa possibilità!
Molti di noi hanno vite piene di attività da fare, una in successione all'altra. Mentre ne svolgi una, stai già pensando a quella dopo.
Dopo tanti anni insieme, un giorno ci si guarda negli occhi...e può succedere di non riconoscersi più. ⛔
Dove è finito quell'uomo che avevo sposato❔
Dove è finita quella donna che avevo scelto❔
Ci si sente delusi, tristi, amareggiati o arrabbiati.
Ogni giorno, senza saperlo, diamo una punta di colore al nostro quadro!
Scegliamo il pennello giusto, la tonalità più indicata, e disegniamo un pezzo della nostra vita. 🎨
Sì, perché gli eventi ci succedono e basta...ma siamo sempre e solo noi a scegliere come dipingerli sulla nostra tela.
Oggi, se vuoi, prova a notare se c'è qualcosa a cui ti stai aggrappando con tutte le tue forze.
E immagina come sarebbe poter mollare un po' quella presa.
Se intravedi più leggerezza e sollievo, prova a incamminarti su questa strada...
...un passo alla volta, con il tempo, riuscirai a lasciar andare.
Nel gergo comune spesso si sente chiedere alle neomamme: 👶 È BRAVO il tuo bambino?
Ma cosa significa davvero questa domanda?
Il cucciolo per essere bravo dovrebbe: dormire, mangiare, stare tranquillo, possibilmente non in braccio, non lamentarsi e non piangere.
In poche parole...non dovrebbe fare il bambino, ma il ciccio bello!
L'autunno.
Che emozioni ti suscita?
Una stagione di mezzo: ci accompagna verso il freddo, regalando al contempo code calde d'estate.
Un tempo in cui gradualmente cambiare vestiti dall'armadio, tenendo però ancora vicino lo scatolone degli abiti estivi.
Una bella coincidenza: oggi è la festa dei NONNI ed è anche il giorno in cui ricomincio le mie attività lavorative, dopo mesi in cui mi sono dedicata alla maternità.
Perché mi colpisce questo incrocio di date?
Perché senza di loro, i nonni, oggi non starei riprendendo il lavoro così serena e leggera!
Può capitare di stare male perché una persona a noi cara non si comporta come avremmo voluto. Le nostre aspettative vengono disattese, e noi ci sentiamo feriti, delusi, amareggiati e arrabbiati. 😡
Spesso teniamo questi stati d'animo dentro di noi...crediamo non serva a nulla parlarne al diretto interessato, rinunciando così a priori a un possibile chiarimento.
Quanto è faticoso esporci, mostrando la nostra parte vulnerabile! 🙈
Di ritorno da un super week end di formazione in Liguria! 📚
Una full immersion di psicoterapia insieme ai miei compagni del Centro Terapia Cognitiva, con cui sto condividendo il terzo anno di scuola.
Provo una profonda gratitudine verso questo percorso...per avermi fatto comprendere come ognuno di noi sia diverso dall'altro, che non esiste un'unica "verità assoluta" valida per tutti.
Yoga e Psicologia.
Due percorsi apparentemente lontani.
Oggi desidero raccontarvi cosa le unisce così profondamente, secondo quanto ho vissuto fin'ora nella mia esperienza personale.
La realtà che vedono i nostri occhi e sentono le nostre orecchie, coincide davvero con ciò che si palesa davanti a noi?
No!
Esistono tante realtà percepite...quante sono le persone che la guardano.
Quando hai davanti una situazione che vivi come "più grande di te", come ti comporti?
⏩Cerchi di farti in quattro da solo finchè non trovi una soluzione adatta?
⏩Oppure ricerchi subito l'aiuto di altre persone?
Tutti noi abbiamo una piacevole e rassicurante "zona di comfort": un'area in cui sentirci al sicuro, al riparo dalle incertezze, dove navighiamo tranquilli e senza timori.
È il nostro spazio, quello che conosciamo in lungo e in largo, e che ci fa sentire a casa.
Guarda in faccia le cose che non ti piacciono di te e...rivolgi loro un grande sorriso!
Quando sbagli, cadi, ti senti goffo e impacciato...prenditi in giro con affetto!
Se ti stai irrigidendo su un opinione, e ti stai chiudendo a chi non la pensa come te...fai una battuta e ridi insieme a lui!
Fai solo previsioni utili
Qualche consiglio per non rincorrere troppo il futuro
• La mente ci porta continuamente a fare previsioni sulle azioni che dovremo compiere nel futuro, su quelle degli altri e sulla realtà in generale
• Passare del tempo a programmare il futuro può darci la piacevole sensazione di poter controllare almeno un po' il corso degli eventi
• Ma si tratta solo di una illusione
• Le previsioni che facciamo sono solo dei pensieri anticipatori, che delineano solo uno tra gli infiniti scenari che potranno accadere
• E a volte dedicare troppo tempo a quest'attività mentale genera addirittura ansia (più che una concreta utilità)
• Quando ci accorgiamo che questo accade, proviamo a fermarci
• Respiriamo, e proviamo a lasciar andare il desiderio di controllo
• Aggrappiamoci al presente, entrando con tutti i cinque sensi nell'azione che stiamo compiendo: è l'unica che sta esistendo ora, è l'unica davvero su cui possiamo influire
Quali benefici regala la Mindfulness?
Proviamo a scoprirlo da chi l’ha davvero provata a sperimentare.
Mi trovo in montagna per qualche giorno di ferie, insieme a un bel gruppone di amici, parenti, bambini e cagnoni di ogni taglia. 🍃
Nel tardo pomeriggio con alcuni di loro sto praticando MEDITAZIONE, nel silenzio delle montagne che ci circondano con la loro maestosità. 🌲
Ogni tanto, però, quel silenzio pieno di pace viene interrotto dalle voci degli altri compagni di viaggio...
Quale spuntino mangerai oggi?
Gelato, frutta, yogurt, altro? 🍦🍉
Oggi vivi il tuo spuntino come un'occasione per praticare la · MINDFUL EATING ·
Nulla di mistico, trascendentale o strano!
Anzi, si tratta di qualcosa di molto reale e concreto: mangia il cibo che hai di fronte incontrandolo con tutto te stesso, con la mente davvero concentrata sull'atto del mangiare.
🐳 Quest'anno prevedi qualche giorno al mare?
🐋 Forse ti trovi proprio lì in questo momento?
Ecco alcuni spunti da leggere sotto l'ombrellone, per gustarti la tua vacanza con la mente sveglia e rilassata, attenta e in pace.
Anche se sei grande, navigato, e non hai tempo da perdere perché fai mille cose, puoi provare a sorprenderti ancora.
Non dipende da cosa hai di fronte, non importa se tutto già credi di conoscere.
I tuoi occhi possono scegliere di sorprendersi, se solo guardano davvero.
Permettersi di rilassarsi🐢 non è un fatto scontato...ecco qualche suggerimento per te!
· Partiamo dai muscoli del corpo ·
Tutto il giorno in movimento, contratti e impegnati a compiere azioni...
Tuttavia, ci sono un'infinità di momenti in cui puoi DISATTIVARLI volontariamente, per riposarti anche da sveglio.
A volte nella vita l'orizzonte su cui posiamo lo sguardo non è chiaro né definito.
Non sappiamo cosa ci attenderà, e non possiamo fare granché per condurre la vita nella direzione che vorremmo.
Ma una cosa la possiamo fare, sempre.
Decidere di AFFIDARCI. 🌱
Il progetto MINDFULNESS A SCUOLA 👦 si è concluso alla Primaria di Azzano (Bg), ho salutato i tantissimi bambini con cui ho avuto il piacere di praticare in queste settimane!
Ho chiesto loro di rappresentare con un disegno le emozioni provate durante la meditazione. 🌷
Questa settimana abbiamo esplorato il mondo delle EMOZIONI con i bimbi del progetto Mindfulness a Scuola.
È un tema che li ha coinvolti tantissimo, mai avevano alzato la mano così tanto per intervenire. 😺✋
Golosa mattinata alle elementari di Azzano San Paolo (Bg) oggi, durante l'incontro MINDFULNESS A SCUOLA. 🍭
I bimbi hanno esplorato una caramella gustosa attraverso i loro 5 sensi:
👀vista 👐tatto 👃olfatto 👂udito 👅gusto
Mattinata ricca di emozioni alla scuola di Azzano S.Paolo oggi! 👦💕
I bambini del progetto MINDFULNESS A SCUOLA si sono messi in gioco, provando a dire a un compagno una sua qualità, un aspetto bello del suo carattere.
Questa mattina primo incontro di MINDFUL EATING 🍨
Un bellissimo gruppo, due uomini e quattro donne, con gli occhi pieni di curiosità e la voglia di sperimentarsi in modo nuovo nel rapporto con il cibo.
Abbiamo condiviso i nostri "punti di partenza", dove ci piacerebbe migliorare, e con fiducia ci siamo lasciati trasportare dal potere della pratica. 🍃
Oggi 2° incontro di Mindfulness a scuola con i 60 bambini di terza elementare. 👦
La mia mente sta ancora ripassando i loro nomi...ci tengo a impararli tutti entro la fine di questa esperienza. (Ce la farò?)
Questa mattina ho conosciuto 60 bambini👦 della scuola elementare di Azzano San Paolo (Bg).
Tutti di 3° elementare, in pochi sapevano cosa stavano per fare!
Se dico "porta la tua attenzione sul respiro", cosa ti viene da fare? 🍃
Ti viene da modificarlo, come primo istinto?
Per renderlo più intenso, più lungo, più ampio, o nel modo in cui la mente ti sta suggerendo che dovrebbe essere? 💨
Come stai vivendo il tuo lunedì?
Affaticato, appesantito dalla settimana che hai davanti?
Prendi allora a prestito la "mente del principiante"! 🐹
Immagina di fare le stesse cose che fai sempre, ma con gli occhi di chi le guarda per la prima volta.
🌱 Ieri sera durante il 2° incontro di "IMPARA A PRATICARE LA MINDFULNESS" abbiamo passeggiato per la stanza con grande lentezza...soffermandoci su dei particolari del nostro cammino che spesso passano inosservati! 🌱
Perché non provi anche tu?
La doccia è una di quelle abitudini che si presta ad essere svolta in automatico, un po' di fretta. Un luogo perfetto dove "rimuginare" sulla giornata appena trascorsa, e dove "pianificare" le decisioni future.
Ma è anche un posto ideale dove focalizzarci sull'esperienza del presente, un momento meraviglioso dove connetterci con noi stessi.
Hai visto la proiezione di "Walk with me" ieri sera? Come ti è sembrato?
🍃 Per me è stata una sorta di meditazione...ritmi lenti, attimi in cui respirare, lunghi silenzi, dettagli da assaporare.
Quando mi sono alzata dalla poltrona ho sentito un senso di pace e calma, i sorrisi sereni dei monaci di Plum Village avevano scaldato il mio cuore. 🍃
Nell'anno scolastico 2015-2016 ho avuto il piacere di ideare e condurre, passo dopo passo, un progetto sperimentale di Mindfulness rivolto a due classi di bambini di quinta elementare...donando ai più piccini i benefici di questa meravigliosa pratica!
Ogni tanto è rigenerante prendersi un tempo e uno spazio tutti per sè.
Ricercare silenzio, sentire soltanto la bellezza del proprio respiro. 🌷
È fantastico (e abbastanza semplice) riuscire a ritagliarsi questo tempo in vacanza, al mare, in montagna, sul lago, nella propria casa in ferie dal lavoro. Meno facile è invece concederselo nella routine del nostro "fare quotidiano"...quando gli impegni si seguono l'un l'altro, e a fine giornata vorremmo solo vedere dietro di noi un mucchio di cose ben fatte.
Oggi ho avuto la fortuna di addentrarmi a piedi nelle alture austriache...e mi sono regalata alcuni minuti di "ascolto consapevole".
La mente aveva come sempre iniziato a portarmi altrove, in particolare al lavoro:
la ripresa delle attività si avvicina, tanti sono gli impegni del prossimo autunno da programmare, e una certa ansia mi cominciava a salire.
Spesso si sente dire che la meditazione aiuta a far svanire i pensieri. Che la meditazione fa "svuotare" la mente.
Ma è davvero possibile?
Il cervello può diventare una "scatola vuota"?
Una pratica attuabile nella vita quotidiana, che può rendere davvero intenso un incontro.
Quando hai di fronte qualcuno che ti parla di sè, non interromperlo.
Rimani presente con gli occhi, con il corpo, ma non dire molte parole.
Hai presente quando nel corso della giornata non ti ricordi cosa avevi mangiato per pranzo?
Ci pensi e ripensi ma proprio non ti viene.
Eppure è passata soltanto qualche ora!
Quando invece ti poni la stessa domanda in una giornata di vacanza, in un posto nuovo mai incontrato, cosa avevi mangiato a pranzo ti sovviene subito alla mente.
Come mai?
Le semplici parole «lascia andare» possono diventare un vero e proprio mantra da ripetere in molte situazioni della vita. 🍃
Sapere che esiste questa strada, ci aiuta a sceglierla consapevolmente come alternativa da percorrere: all'inizio è tutt'altro che facile, ma più ci esercitiamo, più diverrà l'unica strada davvero liberatoria.
La pratica Mindfulness mi ha insegnato a non puntare il dito addosso agli aspetti di me che non mi piacciono. A non essere il giudice severo delle mie insicurezze.
Per anni avevo cercato di combattere la mia "timidezza"...quando mi trovavo in mezzo a tante persone e dovevo parlare, ad esempio, mi sentivo il fuoco divampare nelle guance, le gambe molli, la gola secca, e il cuore a mille.
Era la mia nemica "ansia", puntualmente mi stava tirando il suo agguato.
Quando tutto va a rotoli, quando ti sembra di annegare risucchiato dai problemi della vita...prova a fermarti un attimo.
Chiudi gli occhi, fai un respiro profondo, e immagina di essere su una giostra che ti fa salire in alto, sempre più in alto...
Da lassú prova a sbirciare la tua vita che è rimasta in basso, è diventata più piccola da questa prospettiva?
Riesci a sentire una maggior "distanza" dalle situazioni che ti creano problemi?
Il caldo estivo, come quello di questi giorni, ci mette a dura prova. Sudiamo tutto il giorno, rimpiangiamo il fresco della primavera appena passata, speriamo in una pioggia che rinfreschi tutto per un attimo.
Possiamo però scegliere di "allearci" con lui, vivendolo come un compagno di squadra che ci serve la palla per una mossa vincente. ☀
Temperature come queste ci permettono infatti di sentire moltissimo il nostro corpo!
Chissà quanti passi facciamo ogni giorno, per raggiungere posti, girare per casa, per fare passeggiate all'aria aperta o per portare il nostro cane a sporcare.
Le gambe e i piedi sono il nostro veicolo principale, anche nelle giornate in cui stiamo per ore sul sedile della macchina macinando chilometri.
E allora perché non approfittare di loro per compiere brevi meditazioni quotidiane?
Lo possiamo fare tutti, anche chi non è solito praticare la classica meditazione sul cuscino nella vita di tutti i giorni.
Tre modi di comunicare: in quale ti riconosci di più?
Proviamo a riflettere sul nostro modo di comunicare con gli altri
Sono stati identificati dalla psicologia 3 diversi modi di comunicare che le persone adottano quando entrano in relazione con gli altri: PASSIVO - AGGRESSIVO - ASSERTIVO.
Proviamo a vederli da vicino uno per uno, ponendoci la domanda: "io in quale mi ritrovo di più?".
Ricordiamoci di riflettere su noi stessi guidati da una gentile curiosità, non puntiamoci il dito addosso.
Nessuno di noi adotta unicamente sempre e solo uno di questi tre modi di comunicare: in base alla situazione, alla persona che abbiamo davanti, allo stato emotivo in cui ci troviamo, possiamo a volte usare un tipo di comunicazione, altre volte uno completamente diverso.
Comunicazione PASSIVA
- Subisco la presenza dell'altro
- Non esprimo apertamente la mia opinione per timore di quello che penserebbero gli altri
- Ho difficoltà a prendere decisioni
- Credo che l'altro sia migliore di me
- Temo il giudizio degli altri
- Evito i conflitti
- Mi capita di "scoppiare" e dire tutto quello che tenevo dentro, ma poi mi sento in colpa
- Tendo a non guardare negli occhi l'interlocutore, la mia voce è bassa e tremolante, percepisco il mio corpo impacciato
Comunicazione AGGRESSIVA
- Non ascolto i diritti dell'altro
- Mi ritengo nel giusto a tutti i costi
- Attribuisco i miei disagi/errori agli altri
- Ostento superiorità
- Assumo un atteggiamento controllante
- Non considero l'opinione altrui
- Colpevolizzo e giudico l'altro
- Tendo a guardare dritto negli occhi l'interlocutore in modo prevaricante, la mia voce è alta, mi avvicino molto con il corpo
Comunicazione ASSERTIVA
- Rispetto gli altri, i loro diritti e le loro opinioni
- Non permetto all'altro di essere aggressivo nei miei confronti
- Sono disponibile a modificare la mia opinione
- Non esigo che le persone si comportino come vorrei
- So di non avere diritto a giudicare gli altri
- Dico ciò che voglio, penso e sento in modo diretto e con intenzioni costruttive
- Comunico con tatto e senso dell'umorismo
- Guardo negli occhi l'interlocutore ma senza fissarlo, la mia voce è calda ed espressiva, il corpo è calmo
Risulta subito evidente come i primi due modi di comunicare aumentino le probabilità di sperimentare malessere durante le interazioni, a differenza della terza modalità presentata.
In quale comunicazione ci siamo più riconosciuti?
Essere consapevoli delle proprie modalità abituali di comunicare con gli altri è il primo passo per poter scegliere di orientarle verso modi più funzionali, capaci di generare maggior benessere a noi stessi e agli altri.
Spesso quando non riusciamo a comunicare bene con una persona (magari a noi cara affettivamente) ci focalizziamo solo sui suoi modi "sbagliati" di comunicare con noi. Discutiamo, magari litighiamo a voce alta, oppure ci teniamo tutto dentro, e mentre facciamo queste cose pensiamo a quanto l'altro dovrebbe cambiare i suoi modi di fare, perché se lo facesse di certo non ci sarebbero più tensioni tra noi.
Ma fondamentale è considerare la nostra comunicazione se vogliamo aumentare la probabilità che anche l'altro comunichi bene con noi. L'altro non possiamo cambiarlo, ma abbiamo invece ottime possibilità di apportare cambiamenti su noi stessi.
Il primo passo è riconoscere in quale tipo di comunicazione mi trovo:
- Quali sono i pensieri che scorrono nella mia testa?
(credo che l'altro sia migliore di me? io migliore dell'altro? considero entrambi esseri umani che si stanno scambiando opinioni degne di essere riconosciute?) - Quali emozioni sto provando?
(paura dell'altro? rabbia? desiderio di arrivare ad una comprensione reciproca?) - Il mio corpo che reazioni sta avendo?
(si sta facendo il più piccolo possibile? sta prevaricando sullo spazio dell'altro? è attivato, ma tutto sommato calmo?)
Per approfondire questo tema consiglio l'eBook gratuito di Tristano Ajmone: poche pagine chiare e comprensibili, riassunte in modo schematico.
Il modo di comunicare è fondamentale per i suoi risvolti relazionali: se interrompiamo ogni canale di comunicazione, cosa ci rimane? Come ci possiamo relazionare in modo soddisfacente?
Antonio Tosi
Alcune riflessioni su questo tempo difficile che stiamo attraversando, pubblicato su l’Eco di Bergamo il giorno 21 Aprile 2020.
Tanti disturbi psicologici di noi esseri umani sono "disturbi della fiducia".
Abbiamo imparato a non fidarci...di noi stessi, delle persone che ci hanno messo al mondo, di nostro marito o nostra moglie, dei medici, del mondo, della vita.
Ma soltanto ritrovando la possibilità di fidarci potremmo davvero vivere una vita piena, ricca, bella e gioiosa!
Di cosa hanno bisogno i nostri bambini? 🐻
Che cosa possiamo donare loro di veramente prezioso? 💫
Un pizzico della nostra curiosità, quella vera, quella autentica.
La curiosità verso il loro "mondo", fatto di storie, emozioni, sogni, delusioni, voglia di essere loro stessi.
Quand'è l'ultima volta che hai riso insieme a qualcuno? Lo fai spesso?
Ridere insieme ad un'altra persona è uno dei modi più evoluti e sorprendenti che abbiamo per stare in relazione. 😀
🍁 Le foglie d'autunno sono le protagoniste del LASCIAR ANDARE. 🍁
Si lasciano cadere dall'albero, affidandosi a qualcosa di più grande, la gravità.
Non sbuffano, non combattono, non si attaccano al ramo con tutte le loro forze. Semplicemente lasciano essere, lasciano che accada ciò che deve accadere.
Si ARRENDONO alla natura, alla vita.
Non da deboli, ma da coraggiose. Anche se non sanno cosa troveranno per terra nel loro cadere, si adagiano con eleganza e fiducia.
Quando riusciamo a comunicare bene, possiamo godere di una buona relazione. Quando inciampiamo in errori di comunicazione, allora ecco che facciamo pasticci e ci allontaniamo.
Potremmo considerare la nostra capacità di COMUNICARE un elemento indispensabile per creare BUONE RELAZIONI con gli altri.🌲
Ma quali sono gli ingredienti essenziali per riuscire ad avere una comunicazione funzionale?
È più facile andare al cinema, perdersi in un romanzo, o spettegolare di qualcuno. Lo so.
Quando si tratta della storia di qualcun'altro - un amico, il vicino di casa, il protagonista di un film o di un libro - non ci tiriamo indietro, anzi, ci lasciamo appassionare da tutti i dettagli della loro storia.
Molto più faticoso è invece guardare il nostro racconto, le pagine che compongono il libro della nostra vita. Certi capitoli addirittura meglio non aprirli neanche. Vero? 📖
Come è cominciato il tuo lunedì?
Ti sei dato nuovi propositi per la settimana? 📝
(Comincio la dieta - Non mangio più le unghie - Andrò in palestra tutti i giorni)
Se così fosse, prova a fare un grande respiro dentro di te. 🌫 Lascia andare con l'espirazione la sensazione che qualcosa "non vada bene" e che tu sia da "aggiustare". Non è così.
Spesso la mente crea liste di cose da modificare di noi stessi, quando percepisce l'inizio di qualcosa di nuovo.
L'inizio della settimana, l'inizio dell'estate, l'inizio del nuovo anno, l'inizio di un nuovo lavoro...
Il mandato evolutivo dell'essere umano è "costruire relazioni"...e come e in che modo farlo lo impariamo nelle primissime relazioni con i nostri genitori.
Sii curioso verso la tua storia di vita.
Sii delicato e attento con la vita che a tua volta crescerai tra le tue braccia.
«Leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore» 💕
Teniamo a mente questa frase di Italo Calvino oggi...e proviamo a coltivare l'intenzione di ALLEGGERIRE qualche pezzetto di noi stessi.
Quante volte ci capita di litigare tra noi esseri umani.
Spesso attraverso gli scontri ci avviciniamo di più all'altra persona, riuscendo a sfruttare queste occasioni per conoscerci ancora meglio e rendere più solida la relazione.
Ma altre volte l'accumularsi di discussioni porta inevitabilmente a fratture senza via di ritorno. Tra amici, partner, colleghi, fratelli, sorelle. ⛔
Quando questo succede si crea molta sofferenza. Più ci si era avvicinati, più ci si scotta nel separarsi.
« Farsi scivolare giù, dalla forza di gravità.
Come da bambini su quello scivolo nel parco vicino a casa. L'aria nei capelli, il corpo leggero, il cuore che sussulta. » 🍃
Ritroviamo dentro di noi quella sensazione...ogni volta che da grandi vogliamo "controllare" un po' troppo il flusso della nostra vita.
Le Emozioni. 🌞🌛
Misteriose presenze che orientano le nostre scelte, attivano i nostri corpi, ci fanno muovere nel mondo.
Ma quanto siamo davvero in contatto con loro?
Le conosciamo per nome?
Come ogni inverno in molte case viene a far visita la tanto temuta influenza. 🤒
(Qui la stiamo combattendo, io e mio figlio, da un paio di giorni)
È un ospite indesiderato, che cerchiamo tutti di tenere lontano.
Ma a volte arriva comunque, e dobbiamo farci i conti!
Notavo in questi giorni come l'influenza porti con sé anche tutta una serie di "omaggi" ai corpi che la ospitano (oltre ai malanni dolorosi da combattere). 🎁
Quando è stata l'ultima volta che hai detto "ti voglio bene" a qualcuno? 🌷
Sei una persona che dice spesso queste 3 parole, o sei tra chi fa molta fatica a pronunciarle?
Ogni momento può essere un'opportunità per rivolgerle a chi sentiamo importante per noi, un amico, un familiare, un maestro, un collega.
Quand'è l'ultima volta che ti sei concesso di non far niente? ☁
Intendo non fare davvero nulla.
Niente di programmato a priori.
I giorni di festa possono essere una buona occasione per esplorare questa possibilità!
Molti di noi hanno vite piene di attività da fare, una in successione all'altra. Mentre ne svolgi una, stai già pensando a quella dopo.
Dopo tanti anni insieme, un giorno ci si guarda negli occhi...e può succedere di non riconoscersi più. ⛔
Dove è finito quell'uomo che avevo sposato❔
Dove è finita quella donna che avevo scelto❔
Ci si sente delusi, tristi, amareggiati o arrabbiati.
Ogni giorno, senza saperlo, diamo una punta di colore al nostro quadro!
Scegliamo il pennello giusto, la tonalità più indicata, e disegniamo un pezzo della nostra vita. 🎨
Sì, perché gli eventi ci succedono e basta...ma siamo sempre e solo noi a scegliere come dipingerli sulla nostra tela.
Oggi, se vuoi, prova a notare se c'è qualcosa a cui ti stai aggrappando con tutte le tue forze.
E immagina come sarebbe poter mollare un po' quella presa.
Se intravedi più leggerezza e sollievo, prova a incamminarti su questa strada...
...un passo alla volta, con il tempo, riuscirai a lasciar andare.
Nel gergo comune spesso si sente chiedere alle neomamme: 👶 È BRAVO il tuo bambino?
Ma cosa significa davvero questa domanda?
Il cucciolo per essere bravo dovrebbe: dormire, mangiare, stare tranquillo, possibilmente non in braccio, non lamentarsi e non piangere.
In poche parole...non dovrebbe fare il bambino, ma il ciccio bello!
L'autunno.
Che emozioni ti suscita?
Una stagione di mezzo: ci accompagna verso il freddo, regalando al contempo code calde d'estate.
Un tempo in cui gradualmente cambiare vestiti dall'armadio, tenendo però ancora vicino lo scatolone degli abiti estivi.
Una bella coincidenza: oggi è la festa dei NONNI ed è anche il giorno in cui ricomincio le mie attività lavorative, dopo mesi in cui mi sono dedicata alla maternità.
Perché mi colpisce questo incrocio di date?
Perché senza di loro, i nonni, oggi non starei riprendendo il lavoro così serena e leggera!
Può capitare di stare male perché una persona a noi cara non si comporta come avremmo voluto. Le nostre aspettative vengono disattese, e noi ci sentiamo feriti, delusi, amareggiati e arrabbiati. 😡
Spesso teniamo questi stati d'animo dentro di noi...crediamo non serva a nulla parlarne al diretto interessato, rinunciando così a priori a un possibile chiarimento.
Quanto è faticoso esporci, mostrando la nostra parte vulnerabile! 🙈
Di ritorno da un super week end di formazione in Liguria! 📚
Una full immersion di psicoterapia insieme ai miei compagni del Centro Terapia Cognitiva, con cui sto condividendo il terzo anno di scuola.
Provo una profonda gratitudine verso questo percorso...per avermi fatto comprendere come ognuno di noi sia diverso dall'altro, che non esiste un'unica "verità assoluta" valida per tutti.
Yoga e Psicologia.
Due percorsi apparentemente lontani.
Oggi desidero raccontarvi cosa le unisce così profondamente, secondo quanto ho vissuto fin'ora nella mia esperienza personale.
La realtà che vedono i nostri occhi e sentono le nostre orecchie, coincide davvero con ciò che si palesa davanti a noi?
No!
Esistono tante realtà percepite...quante sono le persone che la guardano.
Quando hai davanti una situazione che vivi come "più grande di te", come ti comporti?
⏩Cerchi di farti in quattro da solo finchè non trovi una soluzione adatta?
⏩Oppure ricerchi subito l'aiuto di altre persone?
Tutti noi abbiamo una piacevole e rassicurante "zona di comfort": un'area in cui sentirci al sicuro, al riparo dalle incertezze, dove navighiamo tranquilli e senza timori.
È il nostro spazio, quello che conosciamo in lungo e in largo, e che ci fa sentire a casa.
Guarda in faccia le cose che non ti piacciono di te e...rivolgi loro un grande sorriso!
Quando sbagli, cadi, ti senti goffo e impacciato...prenditi in giro con affetto!
Se ti stai irrigidendo su un opinione, e ti stai chiudendo a chi non la pensa come te...fai una battuta e ridi insieme a lui!
L'arte dell'attenzione coltivata con lo Yoga
Portare l'intenzione di ascoltarsi in profondità, qualunque cosa accada durante la pratica
Lo Yoga è una pratica che si realizza attraverso il corpo, ma in realtà rappresenta un profondo stimolo per lavorare sulla nostra mente.
Entrare in una posizione fisica dello Yoga (asana) può risultare più o meno facile, a seconda del grado di flessibilità e di allenamento, ma sicuramente più difficile è scegliere di orientare l'attenzione all'ascolto di quello che succede dentro di noi, mentre pratichiamo.
Ci vuole tempo, non è una faccenda immediata.
E soprattutto ci vuole l'intenzione.
Portiamo nella sala Yoga l'intenzione di ascoltarci in profondità, qualunque emozione emerga durante la pratica.
Portiamo con noi l'intenzione di coltivare gentilezza e rispetto verso il nostro corpo, senza pretendere che si allunghi come il compagno vicino o come sapevamo fare meglio alcuni anni fa.
Possiamo scegliere in ogni momento dove dirigere la nostra attenzione guidati da queste intenzioni. Ma per prima cosa è necessario notare quali pensieri automatici genera in continuazione la nostra mente, mentre entriamo ed usciamo dagli asana.
Quando una posizione ci riesce particolarmente bene, ad esempio, la mente incantata dal successo potrà iniziare a raccontarci quanto siamo bravi, e un'emozione di soddisfazione potrà accompagnare questo pensiero.
Possiamo allora fermarci un attimo, accorgerci di pensare e sentire questo, e iniziare a considerarlo qualcosa di transitorio, automatico, legato alla naturale aspettativa di fare una buona performance (che con grande probabilità ci attraversa tutti).
Respirando possiamo scegliere a questo punto di lasciarlo andare, e condurre l'attenzione all'ascolto delle altre sensazioni sottili che quella posizione sta generando nel nostro corpo.
E così, la mente può aprirsi alla curiosità.
E con la curiosità potrà scoprire qualcosa di nuovo nel nostro corpo: la presenza di qualche muscolo che non sapevamo quasi di avere, e che quella posizione ci fa percepire invece così bene; emozioni che ci accompagnavano in sordina da tutta la giornata, e che riemergono con intensità durante la pratica.
Foto di Elly Fairytale da Pexels
Lo stesso processo possiamo applicarlo quando il nostro corpo è invece particolarmente scomodo in un certo asana.
La mente sarà portata a dirci quanto non siamo capaci, i nostri occhi guarderanno i corpi elastici dei compagni generando una serie di confronti, mentre frustrazione e fastidio aumentano dentro di noi.
Anche dopo anni di pratica, è del tutto normale che possano scattare questi meccanismi.
Ma con il tempo si impara a sapersi fermare, per poterli osservare e riconoscere per ciò che sono: soltanto pensieri automatici. E forse scapperà anche un sorriso sul volto, mentre con autoironia penseremo: "ecco che la mia mente mi porta qui anche questa volta!".
E a quel punto con gentilezza riporteremo la nostra attenzione all'esperienza che ci sta donando il nostro corpo, provando verso di lui rispetto e amicizia.
Torneremo a casa dalla lezione di Yoga consapevoli di esserci presi cura di noi, rendendo tonico e flessibile il corpo, ma soprattutto allenando la mente ad osservarsi e ascoltarsi con coraggio.
Elena Brower dedica un intero libro a questo tema: vivere e praticare lo Yoga sviluppando l'arte dell'attenzione.
Fare dell'attenzione un'arte significa essere eleganti e sinceri con sé stessi
Elena Brower
Yoga e Psicologia.
Due percorsi apparentemente lontani.
Oggi desidero raccontarvi cosa le unisce così profondamente, secondo quanto ho vissuto fin'ora nella mia esperienza personale.
Prima non li amavo molto, i miei piedi.
Diciamo che non li consideravo proprio: li percepivo più che altro quando indossavo scarpe scomode, quando qualche dolorino li rendeva protagonisti del mio sentire.
Per anni ho danzato, e ricordo che in quei momenti li sentivo eccome i piedi...avvertivo un senso di chiusura e costrizione dentro quelle scarpette da ballo, non vedevo sempre l'ora di toglierle.
Poi un bel giorno sono approdata nel mondo dello Yoga, dove i piedi si tengono nudi sul tappetino. 🐾
Tante le sensazioni che la pratica Yoga regala al mio corpo, diverse a seconda di come sto quel giorno, di che periodo sto attraversando: ogni volta è un incontro nuovo con lo spazio più profondo che risiede dentro di me.
Desidero condividere una raccolta di pensieri ispirati alle sensazioni che alcuni asana (posture fisiche dello Yoga) sanno donarmi...che possano essere fonte di ispirazione per la vostra pratica personale o semplicemente uno spunto di riflessione.
Il parto, uno dei momenti più potenti per una donna, che richiede preparazione, allenamento, impegno.
Ma non solo rispetto alle nozioni principali da sapere sul travaglio, le contrazioni e tutto ciò che la meccanica del corpo richiede in quel momento.
È anche la mente della donna che deve trovarsi pronta.
"Lo yoga ci mostra come funziona la mente e ci aiuta a calmare i suoi movimenti, portandoci verso il silenzio. Lo yoga è quindi un'arte e una scienza della disciplina mentale attraverso cui la mente viene educata e sviluppata".
Con queste parole B.K.S. Iyengar (uno dei grandi maestri dello yoga scomparso tre anni fa) descrive questa millenaria disciplina. 🌷
Un obiettivo ambizioso quello che si pone lo yoga, non trovate?
Come è andata la tua prima lezione di yoga?
È stato amore a prima vista o non ti ha entusiasmato più di tanto?
C'è chi ha una specie di colpo di fulmine con lo yoga, si trova subito a suo agio, e decide di iscriversi il giorno stesso della prova gratuita.
C'è chi invece sperimenta noia, disagio, irrequietezza, si chiede chi gliel'ha fatto fare di andare a provare, e per un bel po' si tiene ben lontano da corsi di questo tipo.
Lo Yoga è prerogativa solo dei grandi o si può trasmettere anche ai più piccoli?
Lo ha fatto Giulia Boffelli (studentessa di Psicologia all'Università Cattolica di Milano e praticante yoga presso MenteConsapevole) all'interno di una Scuola Materna della bergamasca...e con la sua dolcezza ha portato diciannove bimbe curiose ad appassionarsi sempre più a questa disciplina!
Ecco il suo racconto.
Portare l'intenzione di ascoltarsi in profondità, qualunque cosa accada durante la pratica
Praticare Mindfulness vuol dire solo meditare?
Poter osservare la nostra mente in qualunque momento
Spesso si crede che praticare Mindfulness voglia dire soltanto sedersi su un cuscino, chiudere gli occhi e iniziare a meditare.
Pensiamo quindi che non faccia per noi, perché siamo sempre molto indaffarati, di corsa, e di certo non abbiamo tempo "da perdere" per sederci con gli occhi chiusi a pensare a chissà cosa.
Oppure siamo convinti che per rilassarci abbiamo bisogno di fare attività sportive, in movimento, in modo da scaricare le tensioni mentali attraverso lo sforzo fisico. Facciamo una corsetta, andiamo in palestra, partecipiamo al nuovo corso di Zumba, per riuscire a "non pensare a niente", per scrollarci di dosso i pesi che sentiamo nella nostra mente.
Sentiamo così di avere già gli strumenti utili per rilassarci. Perché dunque sprecare altre energie per imparare la "tecnica" della meditazione?
Avere queste convinzioni è del tutto normale, metterle in pratica anche, non c'è assolutamente nulla di sbagliato (se sta forse arrivando un po' di senso di colpa, prova a fare un respiro profondo e lascialo andare con un sorriso).
La domanda invece da porci con curiosità è: dov'è la nostra mente in ogni azione che compiamo?
Il corpo guida la macchina, beve il caffè con gli amici, esegue il lavoro per cui veniamo pagati, digerisce il pranzo e la cena: ma la mente è davvero con lui? E' davvero "dentro" di lui?
La brutta notizia è che no, spesso e volentieri la nostra mente viaggia per luoghi e tempi lontani che non hanno nulla a che vedere con l'azione che stiamo compiendo nel presente. Stiamo pensando a cosa dovremo preparare da mangiare mentre sudiamo al corso di Zumba, a come comportarci con quel collega di lavoro che non sopportiamo mentre ceniamo a casa con la nostra famiglia. Se ci facciamo caso, noteremo con quanta frequenza la mente è impegnata a pensare a tutt'altro rispetto a quello per cui il corpo è impegnato.
La bella notizia è che non c'è nulla che non va in noi, è semplicemente la nostra mente che compie il suo incessante lavoro: pianifica gli eventi futuri e rielabora quelli passati. Ogni essere umano ha dentro la testa un cervello che continua a fare queste cose, siamo programmati così.
La notizia ancora più bella è che proprio noi esseri umani abbiamo un'altra capacità che ci rende diversi dagli animali: la possibilità di "osservare" quella stessa mente in continuo movimento. Possiamo fare caso alla sua attività, e accorgerci se è davvero con il corpo, dentro al corpo, immersa nell'esperienza del presente, o nel passato o futuro.
Possiamo fare una "fotografia" dei pensieri che stiamo producendo, notando se sono collegati o meno a quello che sentiamo nel corpo, che facciamo con il corpo. Questa si chiama consapevolezza, significa praticare Mindfulness nelle azioni di vita quotidiana.
E allora potremo andare a fare una corsetta, in palestra, al lavoro, a casa con la nostra famiglia, in un modo un po' diverso: con curiosità noteremo quando la mente ci conduce lontani, per poi scegliere di riportarla alle sensazioni del corpo che si muove, che fatica, che corre, che ama.
La meditazione si inserisce come una sorta di "allenamento" a fare attenzione a quello che succede in noi, momento dopo momento. Con l'obiettivo di usare questa capacità nella nostra vita quotidiana, per essere meno in balia dell'attività automatica del cervello, più presenti a noi stessi.
Quindi no, praticare Mindfulness non significa solo chiudere gli occhi, sedersi e meditare.
Vuol dire rendere ogni momento della vita un'occasione per coltivare la consapevolezza.
Quali benefici regala la Mindfulness?
Proviamo a scoprirlo da chi l’ha davvero provata a sperimentare.
Mi trovo in montagna per qualche giorno di ferie, insieme a un bel gruppone di amici, parenti, bambini e cagnoni di ogni taglia. 🍃
Nel tardo pomeriggio con alcuni di loro sto praticando MEDITAZIONE, nel silenzio delle montagne che ci circondano con la loro maestosità. 🌲
Ogni tanto, però, quel silenzio pieno di pace viene interrotto dalle voci degli altri compagni di viaggio...
Quale spuntino mangerai oggi?
Gelato, frutta, yogurt, altro? 🍦🍉
Oggi vivi il tuo spuntino come un'occasione per praticare la · MINDFUL EATING ·
Nulla di mistico, trascendentale o strano!
Anzi, si tratta di qualcosa di molto reale e concreto: mangia il cibo che hai di fronte incontrandolo con tutto te stesso, con la mente davvero concentrata sull'atto del mangiare.
🐳 Quest'anno prevedi qualche giorno al mare?
🐋 Forse ti trovi proprio lì in questo momento?
Ecco alcuni spunti da leggere sotto l'ombrellone, per gustarti la tua vacanza con la mente sveglia e rilassata, attenta e in pace.
Anche se sei grande, navigato, e non hai tempo da perdere perché fai mille cose, puoi provare a sorprenderti ancora.
Non dipende da cosa hai di fronte, non importa se tutto già credi di conoscere.
I tuoi occhi possono scegliere di sorprendersi, se solo guardano davvero.
Permettersi di rilassarsi🐢 non è un fatto scontato...ecco qualche suggerimento per te!
· Partiamo dai muscoli del corpo ·
Tutto il giorno in movimento, contratti e impegnati a compiere azioni...
Tuttavia, ci sono un'infinità di momenti in cui puoi DISATTIVARLI volontariamente, per riposarti anche da sveglio.
A volte nella vita l'orizzonte su cui posiamo lo sguardo non è chiaro né definito.
Non sappiamo cosa ci attenderà, e non possiamo fare granché per condurre la vita nella direzione che vorremmo.
Ma una cosa la possiamo fare, sempre.
Decidere di AFFIDARCI. 🌱
Il progetto MINDFULNESS A SCUOLA 👦 si è concluso alla Primaria di Azzano (Bg), ho salutato i tantissimi bambini con cui ho avuto il piacere di praticare in queste settimane!
Ho chiesto loro di rappresentare con un disegno le emozioni provate durante la meditazione. 🌷
Questa settimana abbiamo esplorato il mondo delle EMOZIONI con i bimbi del progetto Mindfulness a Scuola.
È un tema che li ha coinvolti tantissimo, mai avevano alzato la mano così tanto per intervenire. 😺✋
Golosa mattinata alle elementari di Azzano San Paolo (Bg) oggi, durante l'incontro MINDFULNESS A SCUOLA. 🍭
I bimbi hanno esplorato una caramella gustosa attraverso i loro 5 sensi:
👀vista 👐tatto 👃olfatto 👂udito 👅gusto
Mattinata ricca di emozioni alla scuola di Azzano S.Paolo oggi! 👦💕
I bambini del progetto MINDFULNESS A SCUOLA si sono messi in gioco, provando a dire a un compagno una sua qualità, un aspetto bello del suo carattere.
Questa mattina primo incontro di MINDFUL EATING 🍨
Un bellissimo gruppo, due uomini e quattro donne, con gli occhi pieni di curiosità e la voglia di sperimentarsi in modo nuovo nel rapporto con il cibo.
Abbiamo condiviso i nostri "punti di partenza", dove ci piacerebbe migliorare, e con fiducia ci siamo lasciati trasportare dal potere della pratica. 🍃
Oggi 2° incontro di Mindfulness a scuola con i 60 bambini di terza elementare. 👦
La mia mente sta ancora ripassando i loro nomi...ci tengo a impararli tutti entro la fine di questa esperienza. (Ce la farò?)
Questa mattina ho conosciuto 60 bambini👦 della scuola elementare di Azzano San Paolo (Bg).
Tutti di 3° elementare, in pochi sapevano cosa stavano per fare!
Se dico "porta la tua attenzione sul respiro", cosa ti viene da fare? 🍃
Ti viene da modificarlo, come primo istinto?
Per renderlo più intenso, più lungo, più ampio, o nel modo in cui la mente ti sta suggerendo che dovrebbe essere? 💨
Come stai vivendo il tuo lunedì?
Affaticato, appesantito dalla settimana che hai davanti?
Prendi allora a prestito la "mente del principiante"! 🐹
Immagina di fare le stesse cose che fai sempre, ma con gli occhi di chi le guarda per la prima volta.
🌱 Ieri sera durante il 2° incontro di "IMPARA A PRATICARE LA MINDFULNESS" abbiamo passeggiato per la stanza con grande lentezza...soffermandoci su dei particolari del nostro cammino che spesso passano inosservati! 🌱
Perché non provi anche tu?
La doccia è una di quelle abitudini che si presta ad essere svolta in automatico, un po' di fretta. Un luogo perfetto dove "rimuginare" sulla giornata appena trascorsa, e dove "pianificare" le decisioni future.
Ma è anche un posto ideale dove focalizzarci sull'esperienza del presente, un momento meraviglioso dove connetterci con noi stessi.
Hai visto la proiezione di "Walk with me" ieri sera? Come ti è sembrato?
🍃 Per me è stata una sorta di meditazione...ritmi lenti, attimi in cui respirare, lunghi silenzi, dettagli da assaporare.
Quando mi sono alzata dalla poltrona ho sentito un senso di pace e calma, i sorrisi sereni dei monaci di Plum Village avevano scaldato il mio cuore. 🍃
Nell'anno scolastico 2015-2016 ho avuto il piacere di ideare e condurre, passo dopo passo, un progetto sperimentale di Mindfulness rivolto a due classi di bambini di quinta elementare...donando ai più piccini i benefici di questa meravigliosa pratica!
Ogni tanto è rigenerante prendersi un tempo e uno spazio tutti per sè.
Ricercare silenzio, sentire soltanto la bellezza del proprio respiro. 🌷
È fantastico (e abbastanza semplice) riuscire a ritagliarsi questo tempo in vacanza, al mare, in montagna, sul lago, nella propria casa in ferie dal lavoro. Meno facile è invece concederselo nella routine del nostro "fare quotidiano"...quando gli impegni si seguono l'un l'altro, e a fine giornata vorremmo solo vedere dietro di noi un mucchio di cose ben fatte.
Oggi ho avuto la fortuna di addentrarmi a piedi nelle alture austriache...e mi sono regalata alcuni minuti di "ascolto consapevole".
La mente aveva come sempre iniziato a portarmi altrove, in particolare al lavoro:
la ripresa delle attività si avvicina, tanti sono gli impegni del prossimo autunno da programmare, e una certa ansia mi cominciava a salire.
Spesso si sente dire che la meditazione aiuta a far svanire i pensieri. Che la meditazione fa "svuotare" la mente.
Ma è davvero possibile?
Il cervello può diventare una "scatola vuota"?
Una pratica attuabile nella vita quotidiana, che può rendere davvero intenso un incontro.
Quando hai di fronte qualcuno che ti parla di sè, non interromperlo.
Rimani presente con gli occhi, con il corpo, ma non dire molte parole.
Hai presente quando nel corso della giornata non ti ricordi cosa avevi mangiato per pranzo?
Ci pensi e ripensi ma proprio non ti viene.
Eppure è passata soltanto qualche ora!
Quando invece ti poni la stessa domanda in una giornata di vacanza, in un posto nuovo mai incontrato, cosa avevi mangiato a pranzo ti sovviene subito alla mente.
Come mai?
Le semplici parole «lascia andare» possono diventare un vero e proprio mantra da ripetere in molte situazioni della vita. 🍃
Sapere che esiste questa strada, ci aiuta a sceglierla consapevolmente come alternativa da percorrere: all'inizio è tutt'altro che facile, ma più ci esercitiamo, più diverrà l'unica strada davvero liberatoria.
La pratica Mindfulness mi ha insegnato a non puntare il dito addosso agli aspetti di me che non mi piacciono. A non essere il giudice severo delle mie insicurezze.
Per anni avevo cercato di combattere la mia "timidezza"...quando mi trovavo in mezzo a tante persone e dovevo parlare, ad esempio, mi sentivo il fuoco divampare nelle guance, le gambe molli, la gola secca, e il cuore a mille.
Era la mia nemica "ansia", puntualmente mi stava tirando il suo agguato.
Quando tutto va a rotoli, quando ti sembra di annegare risucchiato dai problemi della vita...prova a fermarti un attimo.
Chiudi gli occhi, fai un respiro profondo, e immagina di essere su una giostra che ti fa salire in alto, sempre più in alto...
Da lassú prova a sbirciare la tua vita che è rimasta in basso, è diventata più piccola da questa prospettiva?
Riesci a sentire una maggior "distanza" dalle situazioni che ti creano problemi?
Il caldo estivo, come quello di questi giorni, ci mette a dura prova. Sudiamo tutto il giorno, rimpiangiamo il fresco della primavera appena passata, speriamo in una pioggia che rinfreschi tutto per un attimo.
Possiamo però scegliere di "allearci" con lui, vivendolo come un compagno di squadra che ci serve la palla per una mossa vincente. ☀
Temperature come queste ci permettono infatti di sentire moltissimo il nostro corpo!
Chissà quanti passi facciamo ogni giorno, per raggiungere posti, girare per casa, per fare passeggiate all'aria aperta o per portare il nostro cane a sporcare.
Le gambe e i piedi sono il nostro veicolo principale, anche nelle giornate in cui stiamo per ore sul sedile della macchina macinando chilometri.
E allora perché non approfittare di loro per compiere brevi meditazioni quotidiane?
Lo possiamo fare tutti, anche chi non è solito praticare la classica meditazione sul cuscino nella vita di tutti i giorni.
Articoli curati dalla Dott.ssa Sara Citro, Psicologa, Psicoterapeuta ed insegnante Mindfulness.