Tre modi di comunicare: in quale ti riconosci di più?
Sono stati identificati dalla psicologia 3 diversi modi di comunicare che le persone adottano quando entrano in relazione con gli altri: PASSIVO - AGGRESSIVO - ASSERTIVO.
Proviamo a vederli da vicino uno per uno, ponendoci la domanda: "io in quale mi ritrovo di più?".
Ricordiamoci di riflettere su noi stessi guidati da una gentile curiosità, non puntiamoci il dito addosso.
Nessuno di noi adotta unicamente sempre e solo uno di questi tre modi di comunicare: in base alla situazione, alla persona che abbiamo davanti, allo stato emotivo in cui ci troviamo, possiamo a volte usare un tipo di comunicazione, altre volte uno completamente diverso.
Comunicazione PASSIVA
- Subisco la presenza dell'altro
- Non esprimo apertamente la mia opinione per timore di quello che penserebbero gli altri
- Ho difficoltà a prendere decisioni
- Credo che l'altro sia migliore di me
- Temo il giudizio degli altri
- Evito i conflitti
- Mi capita di "scoppiare" e dire tutto quello che tenevo dentro, ma poi mi sento in colpa
- Tendo a non guardare negli occhi l'interlocutore, la mia voce è bassa e tremolante, percepisco il mio corpo impacciato
Comunicazione AGGRESSIVA
- Non ascolto i diritti dell'altro
- Mi ritengo nel giusto a tutti i costi
- Attribuisco i miei disagi/errori agli altri
- Ostento superiorità
- Assumo un atteggiamento controllante
- Non considero l'opinione altrui
- Colpevolizzo e giudico l'altro
- Tendo a guardare dritto negli occhi l'interlocutore in modo prevaricante, la mia voce è alta, mi avvicino molto con il corpo
Comunicazione ASSERTIVA
- Rispetto gli altri, i loro diritti e le loro opinioni
- Non permetto all'altro di essere aggressivo nei miei confronti
- Sono disponibile a modificare la mia opinione
- Non esigo che le persone si comportino come vorrei
- So di non avere diritto a giudicare gli altri
- Dico ciò che voglio, penso e sento in modo diretto e con intenzioni costruttive
- Comunico con tatto e senso dell'umorismo
- Guardo negli occhi l'interlocutore ma senza fissarlo, la mia voce è calda ed espressiva, il corpo è calmo
Risulta subito evidente come i primi due modi di comunicare aumentino le probabilità di sperimentare malessere durante le interazioni, a differenza della terza modalità presentata.
In quale comunicazione ci siamo più riconosciuti?
Essere consapevoli delle proprie modalità abituali di comunicare con gli altri è il primo passo per poter scegliere di orientarle verso modi più funzionali, capaci di generare maggior benessere a noi stessi e agli altri.
Spesso quando non riusciamo a comunicare bene con una persona (magari a noi cara affettivamente) ci focalizziamo solo sui suoi modi "sbagliati" di comunicare con noi. Discutiamo, magari litighiamo a voce alta, oppure ci teniamo tutto dentro, e mentre facciamo queste cose pensiamo a quanto l'altro dovrebbe cambiare i suoi modi di fare, perché se lo facesse di certo non ci sarebbero più tensioni tra noi.
Ma fondamentale è considerare la nostra comunicazione se vogliamo aumentare la probabilità che anche l'altro comunichi bene con noi. L'altro non possiamo cambiarlo, ma abbiamo invece ottime possibilità di apportare cambiamenti su noi stessi.
Il primo passo è riconoscere in quale tipo di comunicazione mi trovo:
- Quali sono i pensieri che scorrono nella mia testa?
(credo che l'altro sia migliore di me? io migliore dell'altro? considero entrambi esseri umani che si stanno scambiando opinioni degne di essere riconosciute?) - Quali emozioni sto provando?
(paura dell'altro? rabbia? desiderio di arrivare ad una comprensione reciproca?) - Il mio corpo che reazioni sta avendo?
(si sta facendo il più piccolo possibile? sta prevaricando sullo spazio dell'altro? è attivato, ma tutto sommato calmo?)
Per approfondire questo tema consiglio l'eBook gratuito di Tristano Ajmone: poche pagine chiare e comprensibili, riassunte in modo schematico.
Il modo di comunicare è fondamentale per i suoi risvolti relazionali: se interrompiamo ogni canale di comunicazione, cosa ci rimane? Come ci possiamo relazionare in modo soddisfacente?
Antonio Tosi
Alcune riflessioni su questo tempo difficile che stiamo attraversando, pubblicato su l’Eco di Bergamo il giorno 21 Aprile 2020.
Tanti disturbi psicologici di noi esseri umani sono "disturbi della fiducia".
Abbiamo imparato a non fidarci...di noi stessi, delle persone che ci hanno messo al mondo, di nostro marito o nostra moglie, dei medici, del mondo, della vita.
Ma soltanto ritrovando la possibilità di fidarci potremmo davvero vivere una vita piena, ricca, bella e gioiosa!
Di cosa hanno bisogno i nostri bambini? 🐻
Che cosa possiamo donare loro di veramente prezioso? 💫
Un pizzico della nostra curiosità, quella vera, quella autentica.
La curiosità verso il loro "mondo", fatto di storie, emozioni, sogni, delusioni, voglia di essere loro stessi.
Quand'è l'ultima volta che hai riso insieme a qualcuno? Lo fai spesso?
Ridere insieme ad un'altra persona è uno dei modi più evoluti e sorprendenti che abbiamo per stare in relazione. 😀
🍁 Le foglie d'autunno sono le protagoniste del LASCIAR ANDARE. 🍁
Si lasciano cadere dall'albero, affidandosi a qualcosa di più grande, la gravità.
Non sbuffano, non combattono, non si attaccano al ramo con tutte le loro forze. Semplicemente lasciano essere, lasciano che accada ciò che deve accadere.
Si ARRENDONO alla natura, alla vita.
Non da deboli, ma da coraggiose. Anche se non sanno cosa troveranno per terra nel loro cadere, si adagiano con eleganza e fiducia.
Quando riusciamo a comunicare bene, possiamo godere di una buona relazione. Quando inciampiamo in errori di comunicazione, allora ecco che facciamo pasticci e ci allontaniamo.
Potremmo considerare la nostra capacità di COMUNICARE un elemento indispensabile per creare BUONE RELAZIONI con gli altri.🌲
Ma quali sono gli ingredienti essenziali per riuscire ad avere una comunicazione funzionale?
È più facile andare al cinema, perdersi in un romanzo, o spettegolare di qualcuno. Lo so.
Quando si tratta della storia di qualcun'altro - un amico, il vicino di casa, il protagonista di un film o di un libro - non ci tiriamo indietro, anzi, ci lasciamo appassionare da tutti i dettagli della loro storia.
Molto più faticoso è invece guardare il nostro racconto, le pagine che compongono il libro della nostra vita. Certi capitoli addirittura meglio non aprirli neanche. Vero? 📖
Come è cominciato il tuo lunedì?
Ti sei dato nuovi propositi per la settimana? 📝
(Comincio la dieta - Non mangio più le unghie - Andrò in palestra tutti i giorni)
Se così fosse, prova a fare un grande respiro dentro di te. 🌫 Lascia andare con l'espirazione la sensazione che qualcosa "non vada bene" e che tu sia da "aggiustare". Non è così.
Spesso la mente crea liste di cose da modificare di noi stessi, quando percepisce l'inizio di qualcosa di nuovo.
L'inizio della settimana, l'inizio dell'estate, l'inizio del nuovo anno, l'inizio di un nuovo lavoro...
Il mandato evolutivo dell'essere umano è "costruire relazioni"...e come e in che modo farlo lo impariamo nelle primissime relazioni con i nostri genitori.
Sii curioso verso la tua storia di vita.
Sii delicato e attento con la vita che a tua volta crescerai tra le tue braccia.
«Leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore» 💕
Teniamo a mente questa frase di Italo Calvino oggi...e proviamo a coltivare l'intenzione di ALLEGGERIRE qualche pezzetto di noi stessi.
Quante volte ci capita di litigare tra noi esseri umani.
Spesso attraverso gli scontri ci avviciniamo di più all'altra persona, riuscendo a sfruttare queste occasioni per conoscerci ancora meglio e rendere più solida la relazione.
Ma altre volte l'accumularsi di discussioni porta inevitabilmente a fratture senza via di ritorno. Tra amici, partner, colleghi, fratelli, sorelle. ⛔
Quando questo succede si crea molta sofferenza. Più ci si era avvicinati, più ci si scotta nel separarsi.
« Farsi scivolare giù, dalla forza di gravità.
Come da bambini su quello scivolo nel parco vicino a casa. L'aria nei capelli, il corpo leggero, il cuore che sussulta. » 🍃
Ritroviamo dentro di noi quella sensazione...ogni volta che da grandi vogliamo "controllare" un po' troppo il flusso della nostra vita.
Le Emozioni. 🌞🌛
Misteriose presenze che orientano le nostre scelte, attivano i nostri corpi, ci fanno muovere nel mondo.
Ma quanto siamo davvero in contatto con loro?
Le conosciamo per nome?
Come ogni inverno in molte case viene a far visita la tanto temuta influenza. 🤒
(Qui la stiamo combattendo, io e mio figlio, da un paio di giorni)
È un ospite indesiderato, che cerchiamo tutti di tenere lontano.
Ma a volte arriva comunque, e dobbiamo farci i conti!
Notavo in questi giorni come l'influenza porti con sé anche tutta una serie di "omaggi" ai corpi che la ospitano (oltre ai malanni dolorosi da combattere). 🎁
Quando è stata l'ultima volta che hai detto "ti voglio bene" a qualcuno? 🌷
Sei una persona che dice spesso queste 3 parole, o sei tra chi fa molta fatica a pronunciarle?
Ogni momento può essere un'opportunità per rivolgerle a chi sentiamo importante per noi, un amico, un familiare, un maestro, un collega.
Quand'è l'ultima volta che ti sei concesso di non far niente? ☁
Intendo non fare davvero nulla.
Niente di programmato a priori.
I giorni di festa possono essere una buona occasione per esplorare questa possibilità!
Molti di noi hanno vite piene di attività da fare, una in successione all'altra. Mentre ne svolgi una, stai già pensando a quella dopo.
Dopo tanti anni insieme, un giorno ci si guarda negli occhi...e può succedere di non riconoscersi più. ⛔
Dove è finito quell'uomo che avevo sposato❔
Dove è finita quella donna che avevo scelto❔
Ci si sente delusi, tristi, amareggiati o arrabbiati.
Ogni giorno, senza saperlo, diamo una punta di colore al nostro quadro!
Scegliamo il pennello giusto, la tonalità più indicata, e disegniamo un pezzo della nostra vita. 🎨
Sì, perché gli eventi ci succedono e basta...ma siamo sempre e solo noi a scegliere come dipingerli sulla nostra tela.
Oggi, se vuoi, prova a notare se c'è qualcosa a cui ti stai aggrappando con tutte le tue forze.
E immagina come sarebbe poter mollare un po' quella presa.
Se intravedi più leggerezza e sollievo, prova a incamminarti su questa strada...
...un passo alla volta, con il tempo, riuscirai a lasciar andare.
Nel gergo comune spesso si sente chiedere alle neomamme: 👶 È BRAVO il tuo bambino?
Ma cosa significa davvero questa domanda?
Il cucciolo per essere bravo dovrebbe: dormire, mangiare, stare tranquillo, possibilmente non in braccio, non lamentarsi e non piangere.
In poche parole...non dovrebbe fare il bambino, ma il ciccio bello!
L'autunno.
Che emozioni ti suscita?
Una stagione di mezzo: ci accompagna verso il freddo, regalando al contempo code calde d'estate.
Un tempo in cui gradualmente cambiare vestiti dall'armadio, tenendo però ancora vicino lo scatolone degli abiti estivi.
Una bella coincidenza: oggi è la festa dei NONNI ed è anche il giorno in cui ricomincio le mie attività lavorative, dopo mesi in cui mi sono dedicata alla maternità.
Perché mi colpisce questo incrocio di date?
Perché senza di loro, i nonni, oggi non starei riprendendo il lavoro così serena e leggera!
Può capitare di stare male perché una persona a noi cara non si comporta come avremmo voluto. Le nostre aspettative vengono disattese, e noi ci sentiamo feriti, delusi, amareggiati e arrabbiati. 😡
Spesso teniamo questi stati d'animo dentro di noi...crediamo non serva a nulla parlarne al diretto interessato, rinunciando così a priori a un possibile chiarimento.
Quanto è faticoso esporci, mostrando la nostra parte vulnerabile! 🙈
Di ritorno da un super week end di formazione in Liguria! 📚
Una full immersion di psicoterapia insieme ai miei compagni del Centro Terapia Cognitiva, con cui sto condividendo il terzo anno di scuola.
Provo una profonda gratitudine verso questo percorso...per avermi fatto comprendere come ognuno di noi sia diverso dall'altro, che non esiste un'unica "verità assoluta" valida per tutti.
Yoga e Psicologia.
Due percorsi apparentemente lontani.
Oggi desidero raccontarvi cosa le unisce così profondamente, secondo quanto ho vissuto fin'ora nella mia esperienza personale.
La realtà che vedono i nostri occhi e sentono le nostre orecchie, coincide davvero con ciò che si palesa davanti a noi?
No!
Esistono tante realtà percepite...quante sono le persone che la guardano.
Quando hai davanti una situazione che vivi come "più grande di te", come ti comporti?
⏩Cerchi di farti in quattro da solo finchè non trovi una soluzione adatta?
⏩Oppure ricerchi subito l'aiuto di altre persone?
Tutti noi abbiamo una piacevole e rassicurante "zona di comfort": un'area in cui sentirci al sicuro, al riparo dalle incertezze, dove navighiamo tranquilli e senza timori.
È il nostro spazio, quello che conosciamo in lungo e in largo, e che ci fa sentire a casa.
Guarda in faccia le cose che non ti piacciono di te e...rivolgi loro un grande sorriso!
Quando sbagli, cadi, ti senti goffo e impacciato...prenditi in giro con affetto!
Se ti stai irrigidendo su un opinione, e ti stai chiudendo a chi non la pensa come te...fai una battuta e ridi insieme a lui!